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MILAN4FOOD - CANNAVACCIULO, MEGA CORSO PER CHEF A MILANO

Gennaio 2018

Non pago dell’esperienza allo stadio Olimpico di Roma di due anni fa, Cannavacciuolo torna a fare corsi per aspiranti ristoratori di successo. E lo farà in un’altra location da rockstar, il Mediolanum Forum di Assago a fine maggio. Il costo per partecipare? Biglietto Platinum a 597 euro più Iva, comprensivo — si legge sul sito del format dell’iniziativa «Ti aggiusto il ristorante» — di foto con Canavacciuolo e «attestato di partecipazione firmato personalmente» dallo chef. Sempre di più guru, insomma. Non solo in televisione, anche nella realtà dove molti sono disposti a spendere cifre non piccole per ascoltarlo.

Gli argomenti trattati? Il ristoratore, la squadra, il locale, il marketing, la cucina, la gestione del magazzino o il cassetto, cioè come far quadrare i conti. Con Cannavacciuolo — assicura l’organizzazione — presente durante tutte e due le giornate del corso, il 28 maggio, dalle 11 alle 21.30, e il 29 maggio, dalle 8 alle 16. I costi? Da alta formazione universitaria o quasi. Biglietto Silver a 147 euro: ingresso al corso, terzo settore, posto non numerato, manuale e attestato di partecipazione. Biglietto Gold a 247 euro: accesso riservato nel secondo settore, posto non numerato, manuale e attestato di partecipazione. E, infine, biglietto Platinum a 597 euro più iva che comprende: ingresso al corso con accesso riservato e anticipato, nell’area Platinum, 1° settore vicino al palco, posto non numerato; accesso esclusivo al “Platinum Lounge” con snack e drink durante tutto l’evento; pranzo in area riservata, entrambi i giorni di corso (catering Mediolanum Forum); foto con Antonino Cannavacciuolo; manuale, attestato di partecipazione firmato personalmente. Menù ricco, insomma. Ma il costo totale comprensivo di Iva? 728,34 euro. E il 45 per cento dei posti Platinum sono già stati prenotati.

 

 

Redazione

CIBO- Uno studio conferma: mangiare pasta non fa ingrassare

Gennaio 2018

Pasta sì o pasta no? È il grande dilemma di chi si prepara ad affrontare la prova costume. I pareri in merito sono sempre contrastanti, tra chi non vuol vedere icarboidrati nemmeno col binocolo e chi sostiene che nella giusta misura si possa mettere di tutto nel piatto.

A riabilitare il cibo italiano per antonomasia ci pensa ora uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e pubblicato sulla rivista scientifica "Nutrition and Diabetes". Secondo la ricerca, la pasta non solo non fa male ma aiuta anche a tenere sotto controllo il peso, dal momento che il suo consumo è associato ad un indice di massa corporea più basso e a una circonferenza addominale minore.

"Il segreto è assumerla in modo equilibrato". "L'errore che si fa spesso è quello di fare tutta l'erba un fascio", aggiunge la professoressa, "Esistono diversi tipi di carboidrati: c'è una tipologiabuona, quella dei carboidrati complessi come la pasta, che non possiamo eliminare del tutto dalla dieta e che, anzi, è essenziale al buon funzionamento del nostro corpo, e i carboidrati cattivi".

Quundi sì a spaghetti e penne, no aglizuccheri semplici, come bevande gassate, succhi di frutta o caramelle: "Se noi aggiungessimo alla pasta che mangiamo di solito cucchiaini di zucchero semplice come si fa per il caffè o per il cappuccino (e come fanno in altri Paesi del mondo), questo renderebbe la pasta dannosa", aggiunge la Iacovello, "Ma, tenendo conto di come siamo abituati a mangiarla e a cucinarla qui in Italia, non rappresenta alcun rischio".

È sbagliato inoltre abolire totalmente la pasta dalla propria dieta, magari preferendo carne rossa o insaccati: "La pasta si può e si deve mangiare, ma, come insegna la dieta mediterranea, con moderazione ed equilibrio", assicura l'esperta, "È normale che nutrendosi solo di pasta, si ingrassi. Bisognerebbe assumerne in quantità tale da soddisfare circa il 10% del fabbisogno calorico giornaliero: in media, 55 grammi al giorno per le donne e 70 per gli uomini". E non solo: "La pasta di semola di grano duro, se cotta al dente, presenterà un indice glicemico più basso rispetto ad una cottura più prolungata, la pasta lunga avrà un indice glicemico leggermente più basso della pasta corta, così come l'abbinamento con alcuni grassi come l'olio d'oliva inibirà l'assorbimento di zuccheri e quindi contribuirà a ridurre, anch'esso, l'indice glicemico".

Redazione

 

CIBO - La gastronomia incontra la tradizione - Il gusto fa scalo a Milano.

Gennaio 2018

Carlo Cracco, chef stellato e giudice televisivo di Masterchef, dice addio a via Victor Hugo e trasloca il suo ristorante pluristellato in Corso Vittorio Emanuele. L'apertura del nuovo ristorante è prevista però per l'estate del 2017, all’interno dell’ex spazio di Mercedes Benz. Il grande Chef riserverà ai suoi ospiti oltre mille metri quadrati di location disposti su cinque piani. Il progetto prevede un caffè bistrot, aperto 7 giorni su 7, un ristorante gourmet aperto tutti i giorni a pranzo e a cena e uno spazio mostre, eventi e concerti. Lo Chef racconta che per la scelta del menù resterà legata alla tradizione e alla cultura, il piatto forte del ristorante sarà infatti il risotto alla milanese. Aspetteremo l’apertura del nuovo ristorante con l’acquolina in bocca!

 

CIBO - Digiuno intermittente: come farlo e come aiuta a dimagrire

Gennaio 2018

Quando vogliamo perdere qualche chilo di troppo, abbiamo una scelta di diete da seguire così vasta che spesso ci dimentichiamo di capire come funziona realmente una dieta e quali sono i rischi e i benefici che apporta. Una delle ultime tendenze nel mondo della nutrizione è il digiuno intermittente, molto popolare tra gli atleti e ritenuta da molti uno dei metodi più efficaci per perdere peso. Abbiamo deciso di approfondire l’argomento e di condividere con voi quello che abbiamo scoperto.

Come suggerito dal nome stesso, il digiuno intermittente è un modello che alterna dei periodi in cui si mangia a dei periodi in cui si fa digiuno. Non si tratta quindi di una vera e propria dieta, ma di un programma alimentare che più che suggerirti cosa, ti dice quando mangiare.

Ci sono diversi metodi di digiuno intermittente e i più popolari sono:

•Schema 16/8: anche conosciuto come il metodo leangains. Questo schema suddivide la giornata in due parti: 8 ore in cui si mangia e 16 di digiuno. Si può considerare come un prolungamento del digiuno che si fa automaticamente quando si dorme, saltando la colazione e consumando il primo pasto a mezzogiorno per poi mangiare fino alle 8.00 di sera.

•A giorni alterni (5:2): l’idea di questo modello è che per due giorni a settimana si riduce l’apporto calorico a un massimo di 500/600 calorie. I giorni non devono essere consecutivi e negli altri giorni si può mangiare quello che si vuole.

•Eat Stop Eat: secondo questo modello si mangia un giorno sì e uno no, per una o due volte alla settimana.

In tutti i tipi di di modelli si possono bere bevande ipocaloriche.

Anche l’equilibrio ormonale cambia

Redazione

 

CIBO - L’italia che sa di buono!

Gennaio 2018

La “Guida Oli d’Italia” 2017 del Gambero Rosso, realizzata in collaborazione con Unaprol, è pronta per andare in stampa in occasione della sua presentazione del 10 Aprile al Sol di Verona.

Tutti i giudici e gli esperti hanno votato e hanno selezionato le tipologie di olio migliori d’Italia, eccone alcuni: per la regione Campania, Impronta Bio e Ofra' Monocultivar, per la regione Puglia, Felice Garibaldi Monocultivar Ogliarola e Gaudeamus, per la regione Basilicata, Oro di Porsia e Vù Monocultivar Coratina, per la regione Calabria, Dolciterre Monocultivar Ottobratica e Monocultivar Nocellara del Belice Bio, per la regione Sardegna Monocultivar Bosana e Gran Riserva Fruttato Verde, e per la Sicilia Verd'Olivo Novello e Monocultivar Tonda Iblea.

L’olio extravergine rappresenta per l’Italia un patrimonio unico e inestimabile che va salvaguardato e tutelato dai molteplici tentativi di riproduzione non autentica.

 

 

CIBO - SCOPRIAMO LA POLENTA

Gennaio 2018

Soprattutto durante i lunghi e freddi periodi invernali, le tavole imparano a conoscere e ad apprezzare un alimento sostanzioso, ma al tempo stesso frugale. Parliamo infatti della polenta, piatto antichissimo, sostanzialmente povero, ma capace di sfamare le grandi tavolate. L'ingrediente principale di questa pietanza è la farina di cereali, soprattutto quella di mais che è capace di conferirle il tipico colore giallo. Nonostante sia conosciuta da tutto il territorio italiano, rimane l'indiscussa protagonista delle regioni del nord. Si conferma essere un piatto estremamente duttile e versatile, capace di adattarsi alle diverse occasioni, può infatti essere un piatto unico sostanzioso, un secondo corposo, un contorno goloso o addirittura c'è chi non rinuncia a prepararla come dolce. La polenta è un concentrato di profumi e sapori che rappresenta a pieno titolo la storia del nostro paese; dunque non ci resta che sfruttare questi ultimi mesi di freddo per poterla assaporare appieno.

 

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