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Milan4News TV - Come fare le Crepes...

CIBO - Digiuno intermittente: come farlo e come aiuta a dimagrire

13.09.2017

Quando vogliamo perdere qualche chilo di troppo, abbiamo una scelta di diete da seguire così vasta che spesso ci dimentichiamo di capire come funziona realmente una dieta e quali sono i rischi e i benefici che apporta. Una delle ultime tendenze nel mondo della nutrizione è il digiuno intermittente, molto popolare tra gli atleti e ritenuta da molti uno dei metodi più efficaci per perdere peso. Abbiamo deciso di approfondire l’argomento e di condividere con voi quello che abbiamo scoperto.

Come suggerito dal nome stesso, il digiuno intermittente è un modello che alterna dei periodi in cui si mangia a dei periodi in cui si fa digiuno. Non si tratta quindi di una vera e propria dieta, ma di un programma alimentare che più che suggerirti cosa, ti dice quando mangiare.

Ci sono diversi metodi di digiuno intermittente e i più popolari sono:

•Schema 16/8: anche conosciuto come il metodo leangains. Questo schema suddivide la giornata in due parti: 8 ore in cui si mangia e 16 di digiuno. Si può considerare come un prolungamento del digiuno che si fa automaticamente quando si dorme, saltando la colazione e consumando il primo pasto a mezzogiorno per poi mangiare fino alle 8.00 di sera.

•A giorni alterni (5:2): l’idea di questo modello è che per due giorni a settimana si riduce l’apporto calorico a un massimo di 500/600 calorie. I giorni non devono essere consecutivi e negli altri giorni si può mangiare quello che si vuole.

•Eat Stop Eat: secondo questo modello si mangia un giorno sì e uno no, per una o due volte alla settimana.

In tutti i tipi di di modelli si possono bere bevande ipocaloriche.

Anche l’equilibrio ormonale cambia

Redazione

 

CIBO - L’italia che sa di buono!

03.04.2017

La “Guida Oli d’Italia” 2017 del Gambero Rosso, realizzata in collaborazione con Unaprol, è pronta per andare in stampa in occasione della sua presentazione del 10 Aprile al Sol di Verona.

Tutti i giudici e gli esperti hanno votato e hanno selezionato le tipologie di olio migliori d’Italia, eccone alcuni: per la regione Campania, Impronta Bio e Ofra' Monocultivar, per la regione Puglia, Felice Garibaldi Monocultivar Ogliarola e Gaudeamus, per la regione Basilicata, Oro di Porsia e Vù Monocultivar Coratina, per la regione Calabria, Dolciterre Monocultivar Ottobratica e Monocultivar Nocellara del Belice Bio, per la regione Sardegna Monocultivar Bosana e Gran Riserva Fruttato Verde, e per la Sicilia Verd'Olivo Novello e Monocultivar Tonda Iblea.

L’olio extravergine rappresenta per l’Italia un patrimonio unico e inestimabile che va salvaguardato e tutelato dai molteplici tentativi di riproduzione non autentica.

Rosanna Di Franco

 

CIBO- Uno studio conferma: mangiare pasta non fa ingrassare

06.07.2016

Pasta sì o pasta no? È il grande dilemma di chi si prepara ad affrontare la prova costume. I pareri in merito sono sempre contrastanti, tra chi non vuol vedere icarboidrati nemmeno col binocolo e chi sostiene che nella giusta misura si possa mettere di tutto nel piatto.

A riabilitare il cibo italiano per antonomasia ci pensa ora uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e pubblicato sulla rivista scientifica "Nutrition and Diabetes". Secondo la ricerca, la pasta non solo non fa male ma aiuta anche a tenere sotto controllo il peso, dal momento che il suo consumo è associato ad un indice di massa corporea più basso e a una circonferenza addominale minore.

"Il segreto è assumerla in modo equilibrato". "L'errore che si fa spesso è quello di fare tutta l'erba un fascio", aggiunge la professoressa, "Esistono diversi tipi di carboidrati: c'è una tipologiabuona, quella dei carboidrati complessi come la pasta, che non possiamo eliminare del tutto dalla dieta e che, anzi, è essenziale al buon funzionamento del nostro corpo, e i carboidrati cattivi".

Quundi sì a spaghetti e penne, no aglizuccheri semplici, come bevande gassate, succhi di frutta o caramelle: "Se noi aggiungessimo alla pasta che mangiamo di solito cucchiaini di zucchero semplice come si fa per il caffè o per il cappuccino (e come fanno in altri Paesi del mondo), questo renderebbe la pasta dannosa", aggiunge la Iacovello, "Ma, tenendo conto di come siamo abituati a mangiarla e a cucinarla qui in Italia, non rappresenta alcun rischio".

È sbagliato inoltre abolire totalmente la pasta dalla propria dieta, magari preferendo carne rossa o insaccati: "La pasta si può e si deve mangiare, ma, come insegna la dieta mediterranea, con moderazione ed equilibrio", assicura l'esperta, "È normale che nutrendosi solo di pasta, si ingrassi. Bisognerebbe assumerne in quantità tale da soddisfare circa il 10% del fabbisogno calorico giornaliero: in media, 55 grammi al giorno per le donne e 70 per gli uomini". E non solo: "La pasta di semola di grano duro, se cotta al dente, presenterà un indice glicemico più basso rispetto ad una cottura più prolungata, la pasta lunga avrà un indice glicemico leggermente più basso della pasta corta, così come l'abbinamento con alcuni grassi come l'olio d'oliva inibirà l'assorbimento di zuccheri e quindi contribuirà a ridurre, anch'esso, l'indice glicemico".

Redazione

 

CIBO - SCOPRIAMO LA POLENTA

23.02.2017

Soprattutto durante i lunghi e freddi periodi invernali, le tavole imparano a conoscere e ad apprezzare un alimento sostanzioso, ma al tempo stesso frugale. Parliamo infatti della polenta, piatto antichissimo, sostanzialmente povero, ma capace di sfamare le grandi tavolate. L'ingrediente principale di questa pietanza è la farina di cereali, soprattutto quella di mais che è capace di conferirle il tipico colore giallo. Nonostante sia conosciuta da tutto il territorio italiano, rimane l'indiscussa protagonista delle regioni del nord. Si conferma essere un piatto estremamente duttile e versatile, capace di adattarsi alle diverse occasioni, può infatti essere un piatto unico sostanzioso, un secondo corposo, un contorno goloso o addirittura c'è chi non rinuncia a prepararla come dolce. La polenta è un concentrato di profumi e sapori che rappresenta a pieno titolo la storia del nostro paese; dunque non ci resta che sfruttare questi ultimi mesi di freddo per poterla assaporare appieno. Francesca Papagni

 

CIBO - Dall'Oriente con furore ecco a noi il sushi

13.06.2016

Dall'Oriente con furore ecco a noi il sushi! Piatto che viene da molto lontano, ma che ormai ha acquisito la cittadinanza onoraria anche in Italia. La percentuale degli appassionati di questa pietanza tipica giapponese continua infatti ad aumentare. Molto spesso il termine “sushi” viene erroneamente utilizzato solo per indicare piatti a base di pesce crudo; ma in realtà dal punto di vista etimologico, il vocabolo significa “aspro” e designa una serie di pietanze preparate con il riso. Difatti l'ingrediente di base è il riso acetato, che può essere accompagnato da pesce crudo marinato, verdure o alghe; ottimo da gustare con la salsa di soia e per i temerari anche con il wasabi, salsa dal sapore forte e decisamente piccante. Il sushi è insomma una portata capace di stimolare non solo il gusto, ma anche la vista, irresistibile per i suoi colori. Francesca Papagni

 

CIBO – Il tarallo della Puglia

01.06.2016

Pochi sono gli ingredienti che servono per creare quello che viene considerato un croccante e sfizioso snack, parliamo oggi del signor Tarallo. Spuntino ideale, capace di alleggerire le dure giornate. La ricetta tradizionale proviene dal sud Italia, in particolare dal tacco, dalla bella e calda Puglia. Il procedimento per creare queste prelibatezze a forma di anello, è lungo: si parte col mescolare gli elementi fondamentali, farina di grano duro, acqua e dulcis in fundo il vino, rigorosamente bianco. Dopo aver fatto riposare la palla per circa mezz’ora, si procede con la creazione del tarallo; la fantasia regola la forma, la grandezza e lo spessore. Si passano in acqua bollente e dopo di che diretti in forno. Il tempo necessario per la doratura, ed ecco pronti i goduriosi taralli. Si possono realizzare versioni più golose, aggiungendo ingredienti a piacere. Francesca Papagni

 

CIBO - La gastronomia incontra la tradizione - Il gusto fa scalo a Milano.

13.05.2016

Carlo Cracco, chef stellato e giudice televisivo di Masterchef, dice addio a via Victor Hugo e trasloca il suo ristorante pluristellato in Corso Vittorio Emanuele. L'apertura del nuovo ristorante è prevista però per l'estate del 2017, all’interno dell’ex spazio di Mercedes Benz. Il grande Chef riserverà ai suoi ospiti oltre mille metri quadrati di location disposti su cinque piani. Il progetto prevede un caffè bistrot, aperto 7 giorni su 7, un ristorante gourmet aperto tutti i giorni a pranzo e a cena e uno spazio mostre, eventi e concerti. Lo Chef racconta che per la scelta del menù resterà legata alla tradizione e alla cultura, il piatto forte del ristorante sarà infatti il risotto alla milanese. Aspetteremo l’apertura del nuovo ristorante con l’acquolina in bocca! Rosanna Di Franco

 

SOCIETA'- A Valdobbiadene (TV) i migliori spumanti firmati Val D'Oca

Maggio 2016

Domenica 22 Maggio alle ore 12:00 presso il Wine Center Val D'Oca & Sapori a Valdobbiadene (TV) i migliori spumanti firmati Val D'Oca incontreranno delicate pietanze a base di Trota.

L'evento avrà inizio con un calice d'accoglienza ed un aperitivo durante il quale verranno serviti gli avanotti fritti, mentre come antipasto la trota salmonata marinata e la trota in salsa. Seguirà il primo piatto composto di ravioli di pasta al timo ripieni di trota poi la seconda portata: filetti di trota con caponata esotica in carta fata. Per finire il dessert, un tiramisù come da fantasia dello chef. Tutte le pietanze verranno accompagnate da uno spumante Val D'Oca.

Lo Chef in cucina sarà Fabio Marchioretto il quale ha già riscontrato grande successo durante i precedenti eventi enogastronomici in Val D'Oca. L'evento avrà inizio con un calice di benvenuto alle ore 12:00. La quota di adesione è di 38 euro a persona fino ad esaurimento posti. L'occasione è imperdibile, posti sono limitati e molto richiesti. Tutte le info su www.valdoca.com

 

RICETTE - Come preparare il risotto alla pescatora

Marzo 2016

Per preparare il risotto alla pescatora o anche detto ai frutti di mare, bisogna prima di tutto pulire il nostro pesce. Mettere le vongole a spurgare in acqua e sale, pulire le cozze, prima con un coltello e poi con una retina, e togliere la barbetta che fuoriesce. Togliere la testa, il guscio e l’intestino ai gamberi e pulire e fare a listarelle i calamari. I gamberoni vanno solo passati sotto l’acqua così da lasciarli interi a fare da guarnizione al piatto.

Come fare il fumetto di pesce. Unire le teste dei gamberi alle teste di pesce e mettere a bollire in acqua insieme a una carota, del sedano, un po’ di cipolla, il vino, qualche foglia di prezzemolo, il sale e, se si vuole, il peperoncino e un paio di pomodori. Eliminare la schiuma man mano che si forma e lasciar cuocere fin quando il pesce non si sarà dimezzato, circa 30 minuti. Filtrare con un colino e tenere a parte il nostro fumetto per il risotto alla pescatora. Se si preferisce si può sostituire con un brodo vegetale ma il risotto perderà un po’ in sapore.

Come cuocere il risotto. Mettere le cozze e le vongole in una pentola con mezzo bicchiere di acqua e mezzo di vino, coprirle e dar andare fin quando non si saranno aperte. A questo punto metterle da parte, filtrare l’acqua di cottura con un colino e aggiungere al fumetto di pesce. Se si preferisce si possono sgusciare tutte o solo una parte delle cozze e delle vongole per tenerne qualcuna a decorare il piatto. In un’ampia padella mettere a soffriggere l’aglio e il peperoncino. Questi ultimi due ingredienti si possono tritare finemente o lasciarli interi per toglierli in un secondo momento. Per dare maggiore sapore si può aggiungere al soffritto anche un trito di sedano e carota. Aggiungere il riso, meglio usare l’arborio, carnaroli o vialone nano, e dopo circa un minuto lasciarlo sfumare con un po’ di vino bianco. Quando sarà completamente evaporato bagnare con un po’ di fumetto di pesce caldo e aggiungere i calamari tagliati a listarelle. Man mano che il riso assorbirà i liquidi, aggiungere altro fumetto già caldo fino a fine cottura. Per un risotto alla pescatora rosso è questo il momento di aggiungere dei pomodori, altrimenti lasciare in bianco. Dopo circa cinque minuti di cottura si possono aggiungere i gamberi. I gamberoni si possono o far cuocere col riso aggiungendoli adesso, o far rosolare con una piccola quantità di brandy in una padella e aggiungerli dopo otto minuti di cottura del riso. Quando mancano pochi minuti alla cottura aggiungere le cozze e le vongole e infine i gamberoni e una spolverata di prezzemolo tritato. Servire mettendo due gamberoni in ogni piatto e guarnendo con le cozze e le vongole col guscio e una fogliolina di prezzemolo. In genere i tempi di cottura del riso sono tra i 14 e i 18 minuti. Se si vuole si possono aggiungere anche altri tipi di pesce, come un filetto di orata o dei moscardini. In mancanza di pesce fresco si può anche usare il surgelato, anche se una minima differenza nel gusto ci sarà. D. S.

SOCIETA' - Masterchef tra successo e insuccesso: vince Erica tra le polemiche

Marzo 2016

La quinta edizione di Masterchef si è conclusa, proclamando vincitrice la 30enne fisioterapista Erica Liverani, dopo una finale tutta al femminile. Dopo infatti l’eliminazione di Lorenzo De Guio, nonostante la preparazione di un piatto assegnatogli di ben 50 ingredienti (il più complicato), Erica è giunta allo scontro diretto con la favoritissima Alida Gotta. Le puntate hanno registrato record su record di ascolti, superando costantemente il milione di spettatori, per non parlare dei social presi d’assalto. Si potrebbe definire un successo, ma la delusione tra gli aficionados è tangibile. I motivi sono da ricondurre in primis al fatto che già due settimane fa, Dagospia ha rivelato il nome della vincitrice, cancellando l’ebrezza della suspense. In secundis, il fatto che le scelte operate dai quattro giudici hanno lasciato interdetti moltissimi spettatori. Sui social gli haters la fanno da padrone, e si sono letteralmente scatenati contro la proclamazione della vincitrice romagnola, considerata di un livello nettamente inferiore rispetto ad aspiranti chef quali Lorenzo, Rubina e Maradona, tutti cacciati al primo errore commesso, al contrario della stessa che ha usufruito di molte “vite”: Tanti ricordano tutte le volte che è finita al pressure test, quando ha confuso il capocollo con un polmone, quando ha dimenticato il riso negli arancini, quando ha usato il riso basmati per un piatto cinese e così via (strano non aver visto Bastianich lanciare piatti!). Spesso le critiche sono scadute in insulti e minacce nei confronti di Erika, ma anche la 25enne Alida non si è salvata dagli attacchi. Infatti questo Masterchef non verrà ricordato per il cibo, bensì per le molte polemiche sulle eliminazioni, e alcuni atteggiamenti considerati “insopportabili” mostrati dalle due finaliste nel corso della gara: in migliaia si lamentano dei “troppi pianti strategici”, dei continui “patetismi”, e delle cattiverie gratuite e commenti “acidi” lanciati nei confronti degli altri concorrenti (compreso il gesto dell’ombrello fatto da Erica in confessionale verso Lucia), che hanno così accompagnato le varie puntate, lasciando nei telespettatori non l’acquolina in bocca, bensì il fegato irritato (Perché non riusciamo mai ad essere tutti amici, felici e sorridenti come in Masterchef Australia?). Per constatare il malumore basta fare un giro sulla pagina ufficiale di Masterchef Italia di Facebook, dove si noterà che a ricevere migliaia di like sono affermazioni-sfoghi quali “La peggiore edizione di sempre”, “Edizione totalmente falsata”, “in questo Masterchef ha vinto il pianto” e un netto “Siete ridicoli…programma strapilotato”. È vero, va ricordato che si tratta di un talent di cucina, ma come si suol dire “Vox Populi Vox Dei”, e la maggioranza degli italiani si sente sconfortata da questa edizione. Chissà se Masterchef 6 riserverà più sorprese, noi ci auguriamo solamente che il protagonista della prossima edizione sarà esclusivamente (e per davvero) la passione per il buon cibo, premiando la meritocrazia in cucina. Stefania Accosa

SOCIETA'- A Milano è arrivato l’Ice bar

Febbraio 2016

Fino al 30 aprile i milanesi potranno passare pranzi e serate “gelide”. Sì, perché in piazza Liberty è arrivato un piccolo pezzo di Polo Nord dove divertirsi in modo insolito. L’Ibar Cubetto è un bar completamente composto da ghiaccio, con tanto di mantella consegnata all’ingresso. Nel prezzo (che varia dai 10 ai 15 euro) di questo fantastico locale, è compresa non solo la mantella ma anche una cioccolata calda da gustare presso il bar accanto (Il Panino), per ricomporsi dal freddo. Non manca l’aperitivo buffet, che si svolge dalle ore 16.30 alle 19.30, ma vi è la possibilità di frequentarlo in orario continuato dalle ore 10 alle 21 tutti i giorni. Un’altra grande idea dell’imprenditore Alessandro Rosso, che ha già riscontrato molto successo dopo aver aperto i battenti il 18 gennaio. Stefania Accosa

Febbraio 2016

Mi spiace infrangere i sogni di molti milanesi: Starbucks non sta sbarcando in Italia né tanto meno a Milano. Da un po’ di tempo a questa parte circolano su Facebook diversi eventi riguardanti questa fantomatica inaugurazione. Proprio oggi, secondo uno di loro, sarebbe avvenuta l’apertura del Re dei caffè surrogati. Aimè, era tutto falso. Sono molto addolorata per le 62.090 persone che vi avrebbero voluto partecipare. Non mancherò di mandarvi bigliettini consolatori. Il tutto nasce perché lo scorso ottobre il Corriere della sera avrebbe sostenuto che Starbucks sarebbe potuta arrivare a Milano nel corso del 2016. Era stato infatti annunciato, anche, un accordo commerciale tra il gruppo e l’imprenditore Antonio Percassi, di cui però dopo non si è saputo più nulla. E grazie al cielo, oserei dire. È vero che siamo liberi di scegliere cosa mangiare e bere, ma c’è un piccolo dettaglio che mi assilla: tutti gli italiani che vanno all’estero, puntualmente come un disco rotto, si lamentano che non sono riusciti a bere un caffè fatto a modo. E avete ragione. Per noi è un culto! Dopo la pizza e la pasta c’è Mr. caffè. Lui… ci accompagna per tutta la nostra giornata: la mattina, in pausa, dopo pranzo e per alcuni anche dopo cena. Ci è fedele e noi siamo dipendenti dal Mr. Allora, per quale strano meccanismo perverso non vedete l’ora che arrivi il caffè americano in Italia? Davvero, non capisco perché volete tradire il nostro Mr., che tra l’altro è uno dei più ricercati e copiati all’estero, con una brutta copia. Ma brutta seriamente: la brodaglia marroncina e acquosa americana è fatta mettendo in infusione della polvere di caffè in dell’acqua bollente. Mi spiace davvero per la popolazione americana che deve bersi quel liquido, ma diamine, noi non ne siamo obbligati. Noi, abbiamo l’espresso. Espresso di cui, già nel 1645 letterati e scrittori ne tessevano le lodi:

«Beverei prima il veleno

Che un bicchier che fosse pieno

Dell'amaro e reo caffè». Francesco Redi

Dovremmo essere fieri e orgogliosi dei nostri prodotti. Anche perché il nostro caffè non ha nulla da invidiare a quei bibitoni proposti da Starbucks. E lo sappiamo benissimo… è solo che ci manca la pratica…

Io comunque proporrei l’evento: tutte le mattine da zio Pino a bere il caffè Made in Italy.

Giorgia Pacione Di Bello

Gennaio 2016

Vacanze di Natale terminate. Abbuffate finite. Ma non cantate vittoria troppo presto… Sicuramente vi sarà capitato in questi giorni di entrare in un supermercato. E quasi sicuramente volevate fare una spesa sana, visto le quantità industriale di cibo che si è mangiato in queste feste. Se non fosse che girato l’angolo delle cipolle, avete trovato un intera parete di: chicchere, frittelle, bugie alla marmellata all’albicocca, alla pesca, al limone, al cioccolato e alla crema. Giustamente. Vorrei caldamente ricordare che carnevale è l’8 e il 9 febbraio per il rito romano e il 12 e il 13 per quello ambrosiano. Il che significa che mancano esattamente 24 e 27 giorni. Per il bene del fegato dei milanesi, supermercati: ci fate passare gennaio, senza dover rincorrere carnevale? Tanto arriva. State tranquilli. Giorgia Pacione Di Bello

DELIZIE - Il caffè... Non solo buono!

Dicembre 2015

Il caffè è presente in ogni circostanza della nostra vita; è un piccolo regalo che ci facciamo per rilassare la mente o per stimolarla, al lavoro, a casa, in ferie o quando abbiamo un estremo bisogno di riflettere e di trovare soluzioni. Fatto in casa, espresso, lungo, americano, non importa come, non importa in quale angolo del mondo: il suo aroma dà sempre l’energia e la carica giusta per affrontare positivamente le nostre vite frenetiche. Non c’è niente di più famigliare e rassicurante del suo profumo che pervade l’ambiente tutto intorno, pervadendo un po’ anche chi lo sta assaporando. Eppure, fare un buon caffè è tutt’altro che scontato, lo sanno bene Anna e Rosa, proprietarie del bar Il Giorno di un piccolo paesino nel cuore delle alpi, che ogni mattina rallegrano il risveglio di centinaia di clienti, offrendo loro caffè non solo buoni, ma anche belli! Ogni tazzina, infatti, è decorata con disegni ispirati ad ogni stagione, fatti a mano libera e al momento. Questo è il posto giusto per trovare fuse insieme passione, arte e bontà. C.T.

PIATTI TIPICI - I pizzoccheri: tradizioni valtellinesi

Dicembre 2015

Il pizzochero, piatto tra i piu’ tipici della tradizione culinaria valtellinese, nasce originariamente a Teglio, piccolo borgo in provincia di Sondrio, sede, tra l’altro, della celebre “Accademia del pizzochero di Teglio”. La tradizione si allarga a tutta la Valtellina, e in ogni paese si preparano queste “tagliatelle di grano saraceno” con patate, verze, formaggio Casera, sferzate poi con abbondante burro spumeggiante, aglio e salvia. Le varianti a questa ricetta sono molte, come, per fare un esempio, la sostituzione delle verze con le coste, o addirittura, con i fagiolini. Il gusto è inconfondibile, ma le sfumature possono essere molte: la maestria e la cura delle anziane cuoche dei paeselli è un ingrediente raro e insostituibile che fa la differenza. È il piatto giusto per i pranzi domenicali nei freddi mesi invernali, il piatto giusto per riunirsi con la famiglia e celebrare l’amore, la convivialità e la tradizione. C.T.

NATALE 2015 - Anche questo Natale, sì alla tradizione

Dicembre 2015

Eccolo, il natale è di nuovo alle porte, pronto a portare la sua atmosfera magica nei nostri cuori, nelle nostre case, sulle nostre tavole. È di nuovo tempo di mettersi ai fornelli e stupire le nostre famiglie con un pranzo degno di nota, dove, naturalmente, non potrà mancare lui, il re della tavola, il panettone! A tal proposito, oggi, vorrei portarvi a Grosotto, piccolo borgo nel cuore delle alpi, e precisamente presso la sua piu’ antica panetteria, quella dei fratelli Tognoli, dove anche in occasione del Natale, vengono pensati prodotti unici, fatti solo con materie prime attentamente selezionate e unite secondo ricette famigliari di antica memoria, risalenti ai fondatori. Questo è il posto giusto per scoprire un prodotto unico, che si assapora con gli occhi, con il palato, ma soprattutto con la magica consapevolezza che sia il frutto e la sintesi di antiche tradizioni e fatiche dei nostri antenati. C.T.

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