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Milan4News TV - David Donatello 2017

Le migliori novità sul CINEMA :

 

SERIE TV - LA FOX LANCIA THE WALKING DEAD 8

07.09.2017

The Walking Dead 8” inizia ad essere nell’aria, il suo inizio è previsto infatti per il prossimo 22 Ottobre. Per rendere ancora più ansiosi gli appassionati ,la AMC ha pubblicato sul suo sito ufficiale la prima sinossi dell’ottava stagione: “La scorsa stagione in “The Walking Dead 7” abbiamo visto il gruppo di Rick Grimes e compagni imbattersi nella prova più mortale di tutte. A causa de comodità di Alexandria il gruppo aveva abbassato la guardia per ricordarsi solo poi, nel modo più brutale possibile, in che mondo pericoloso vivono. Impotente alle richieste di Negan, Rick chiede al gruppo di non ribellarsi. Ma con Negan è impossibile ragionare e così Rick inizia, poco alla volta, a radunare una serie di comunità soggiogate da Negan e dai Saviors. Grazie al sostegno di Hilltop e deil Regno Rick ha riunito finalmente abbastanza potenza di fuoco per contrastare i Saviors. In questa stagione, “The Walking Dead 8″, Rick scatenerà contro Negan ed i Saviors una” guerra totale”. I Salvatori sono più numerosi, meglio equipaggiati e senza pietà. Ma Rick e le comunità amiche stanno combattendo per la promessa di un futuro migliore. Il fronte della battaglia viene delineato mentre si lanciano in un’offensiva ricca d’azione. Fino ad ora in “The Walking Dead” l’obiettivo di Rick e dei suoi era la sopravvivenza…ora non più! Ora combatteranno per la loro libertà e per rimanere in vita e poter così ricostruire un mondo migliore. Come in ogni battaglia ci saranno perdite e vittime. Rick guiderà gli uomini di Alexandria, Maggie le forze di Hilltop e Re Ezekiel quelle del Regno, saranno finalmente in grado di spezzare il controllo che Negan e i Salvatori hanno su questo mondo? “ Un deciso ritorno all’azione per Rick e compagni. Sarà davvero la première più emozionante di sempre quella di “The Walking Dead 8“? Dato che coinciderà con il centesimo episodio Greg Nicotero ha promesso scintille. Appuntamento al prossimo 22 ottobre per la première di “The Walking Dead 8” su AMC per vedere se ha detto la verità! Simone Novara

 

CINEMA- The Walking Dead: lo zombie che non spaventa

04.04.2017

Doveva essere una stagione memorabile, almeno così avevano detto, della settima stagione, i produttori di The Walking Dead. Chi si aspettava emozioni, colpi di scena, e una sterzata forte dello show forse nuovi orizzonti narrativi, è rimasto deluso. Domenica sera, negli States, è andata in onda la sedicesima e ultima puntata della serie, che tornerà in ottobre con l’ottava stagione. Ci si aspettava che l’entrata in scena del Villain, in teoria, più cattivo della storia, almeno nel fumetto, restasse una pietra miliare che avrebbe letteralmente cambiato i connotati delle vicende, a suon della sua mazza, che chiama gelosamente Lucille. La settima stagione certo parte con un primo episodio scioccante: la conta di Negan che porta la morte di due personaggi storici della serie come Abraham e Glenn, giustiziati dalla mazza da baseball chiodata del nostro cattivo, leader di un gruppo numeroso che si fanno chiamare Saviors. Episodio schock che poteva essere gestito con tutt’altra maestria. Mostrare al pubblico una esecuzione nuda e cruda, senza nessun espediente narrativo intelligente, lascia basiti. Si voleva far entrare il grande cattivo per eccellenza con stile, l’obiettivo dei produttori era di costruire un personaggio sadico, privo di pietà, ironico e quasi divertente nelle sue uscite. Il personaggio di Negan doveva entrare nell’immaginario collettivo del pubblico, ma questo non è successo. L’intera stagione è caratterizzata da cadute di stile, dialoghi deboli, errori e controsensi cronologici e narrativi. Rick, protagonista della serie nonché leader di Alexandria, la comunità di sopravvissuti, ora schiacciata dal dispotico bullo Negan, prima si dimostra arrendevole e consenziente a lavorare per il suo acerrimo nemico, a cui deve dare tutto quello che possiede, dalle armi agli averi di prima necessità, poi dopo neanche 60 minuti di telefilm, lo vediamo assoluto partigiano pronto a difendere ciò che ha e disposto a trovare alleati per combattere il “cattivone” di turno. La seconda parte della serie quindi vede Rick tornare in sé e cercare alleanze a destra e a manca. Da qui la trama prende una piega assolutamente stereotipata e scontata: gli abitanti di Hilltop hanno un legame naturale con Alexandria, un gruppo quello di Kingdom guidato da Re Ezekiel prima rifiuta poi accetta, il gruppo della cosiddetto discarica sembra intenzionato ad allearsi con Rick, poi preferisce un accordo con Negan e tradisce Rick e il suo gruppo sul più bello proprio sul finire dell’ultima puntata. Si creano così due schieramenti che come annuncia Negan ai suoi, alla fine, andranno in guerra l’uno contro l’altro. Insomma l’ottava stagione diventerà uno scontro fra bande in un mondo post apocalittico, dove gli zombi, o meglio chiamati walkers, vaganti, sono uno sfondo poco spaventoso, che ormai appare di rado. Sono finiti i tempi in cui i protagonisti elaboravano piani geniali per riuscire a sopravvivere ai non morti, ormai The Walking Dead è diventato uno sparatutto, con le caratteristiche più banali di una soap opera. Non è un caso che in America ci sia stato un notevole calo degli ascolti. Voto per questa settima stagione, appena conclusasi: 5. Simone Novara

 

 

 

CINEMA - I Bafta premiano La La Land

15.02.2017

La La Land trionfa ai Bafta, ossia i cosiddetti Oscar britannici del cinema. Il film ha letteralmente stracciato la concorrenza. Ricordiamo che questo film ha, al momento, 14 nomination agli Oscar hollywoodiani, che si terranno la sera del 26 febbraio. Il musical, che aveva ottenuto 11 nomination ai Bafta appunto, ha ricevuto il premio per il miglior film, miglior regista (Damien Chazelle), attrice protagonista (Emma Stone) e fotografia ai British Academy Awards (Bafta), nel corso della kermesse alla Royal Albert Hall di Londra. Il riconoscimento per il miglior attore è andato a Casey Affleck, protagonista in 'Manchester by the Sea'. Al film del regista americano Kenneth Lonergan è andato anche il premio per la miglior sceneggiatura originale.

La La Land è stato premiato anche per la sua colonna sonora, molto coinvolgente. 'I, Daniel Blake' di Ken Loach ha vinto il premio di miglior film britannico. Tra gli altri riconoscimenti, Dev Pavel come miglior attore non protagonista in 'Lion' e Viola Davis per 'Barriere'. Miglior film straniero all'ungherese Laszlo Nemes per 'Il figlio di Saul'.

Simone Novara

 

 

CINEMA - Star Wars 8 si chiamerà The last Jedi

Gennaio 2017

L’ottavo episodio della saga di Star Wars ha finalmente un nome. A renderlo noto è stata proprio la Lucasfilm. Il film, che uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 15 dicembre, si intitolerà “The Last Jedi”. A 40 anni dal primo film, lo spirito dei fan resta lo stesso. Tantissime le visualizzazioni social dopo questa notizia arrivata senza preavviso. The Last Jedi ripartirà proprio dall’ultima scena del Risveglio della Forza. Scena che vede Rey riconsegnare a Luke Skywalker la sua spada laser. Ovviamente tutti si stanno chiedendo chi sia questo ultimo Jedi. Luke andrà forse incontro alla morte e lascerà il testimone alla nuova eroina? Proprio come nella Nuova Speranza fece Obi Wan, a favore di un Luke giovanissimo che stava muovendo i suoi primi passi nel mondo della forza? O quale sarà il ruolo del villain Kylo Ren? Tornerà verso la luce? Oppure dopo aver ucciso il padre, Han Solo, verrà totalmente sedotto dal Lato Oscuro. Last Jedi inoltre si riferirà soltanto a Rey oppure anche a Luke? Visto che in inglese Jedi è sia singolare che plurale. Gli sceneggiatori e il regista hanno promesso, in vista della primavera, il primo trailer del film. I fan sono in attesa di qualche altra sorpresa magari lanciata, come al solito, dai social media. Simone Novara

 

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CINEMA - I FILM PIU ATTESI DEL 2017

Gennaio 2017

Quali sono i film più attesi nel 2017? Vediamo di fare un’attenta analisi di che cosa dobbiamo aspettarci, quest’anno, dal grande schermo. Sicuramente il pubblico di tutto il mondo sta aspettando, ormai da mesi, il film della Disney La Bella e la Bestia; il regista Bill Condon si è affidato ad Emma Watson (già conosciuta come Hermione Granger in Harry Potter), nel ruolo di Belle, Dan Stevens interpreterà la Bestia, mentre Luke Evans sarà il cattivo Gaston. Il trailer ha già conquistato l’opinione pubblica, ottenendo milioni di visualizzazioni. L’11 maggio invece, nei cinema, troveremo Alien: Covenant: il sequel di Alien: Prometheus uscito nel 2012. Il primo trailer mostrato alla stampa americana è stato accolto positivamente. Il 24 maggio la Disney propone il quinto capitolo di Pirati dei Caraibi. Torna quindi Jack Sparrow che questa volta dovrà affrontare il terribile Salazar, interpretato da Javier Bardem. È molto atteso anche Dunkirk il nuovo film di Christopher Nolan in arrivo la prossima estate. Il regista, cresciuto in Inghilterra, è ben consapevole dell'Operazione Dynamo avvenuta nel 1940. Il film, concentrato sui soldati Alleati francesi e inglesi intrappolati sulla spiaggia di Dunkirk, racconta una storia che è stata definita dal cineasta "una gara contro il tempo". Il cast presenta Tom Hardy, Mark Rylance e Harry Styles, noto per la sua carriera musicale con la band dei One Direction. Il punto di vista della narrazione segue lo sguardo di Tommy, un 19enne interpretato dall'esordiente Fionn Whitehead. Il 15 dicembre uscirà l’ottavo capitolo della saga di Star Wars, altro asso nella manica della Disney. Rian Johnson raccoglierà l’eredità del Risveglio della Forza, girato dall’eclettico J.J. Abrams. La storia riprenderà dov'è stata interrotta: il fulcro dell'ottavo film sarà il rapporto tra Luke e Rey. Senza dubbio si andrà a scavare nel passato misterioso di Rey; i toni del film saranno decisamente più oscuri e drammatici, ricordando, in parte, l’Impero colpisce ancora. Adam Driver, che interpreta il cattivo Kylo Ren, ha ammesso che in questo capitolo della saga, si andrà ad esplorare l’umanità del suo personaggio. Simone Novara

 

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CINEMA - ROGUE ONE DIVIDE LA CRITICA INTERNAZIONALE

Gennaio 2017

Il film finora ha raccolto i favori della critica (84% di consensi sul sito che riunisce recensioni Rotten Tomatoes). "Questo spin off prequel ha lo stesso spirito primitivo, vissuto, emozionale, tortuoso e spettacolare che ci ha fatto innamorare della trilogia originale", scrive il Rolling Stone. È negativo il giudizio del Chicago Reader: "Fatta eccezione per un paio di momenti giocosi serviti per i fan, il film è un affare austero, privo del fascino e dei brividi grintosi di Star Wars: Il risveglio della Forza di J.J. Abrams, e tanto meno della trilogia originale di George Lucas". Il New York Post, che dà al film 3 stelline su 4, esulta: "Rogue One è la prova definitiva: Star Wars è tornato, baby". E ancora: "Il film ha una sensibilità completamente diversa, più sofisticata di quanto abbia avuto la maggior parte dei recenti film pieni di effetti speciali, tra cui il recente Il risveglio della Forza". Per il Washington Post 2 stelle e mezzo su 4: "Rogue One rappresenta un esercizio ineccepibile nell'estensione del franchising. Va bene. Per adesso". E il titolo: "Non offre molta gioia, ma i fan di Star Wars potranno gioire comunque". Severo il New York Times: "Tutti i pezzi sono lì... come elementi Lego in una scatola. Il problema è che i realizzatori non si sono presi la briga di pensare a qualcosa di molto interessante da fare con essi". Positivo Variety: "Per la generazione originale di fan di Star Wars, che non sapevano cosa fare degli episodi Uno, Due e Tre, Rogue One è il prequel che hanno sempre voluto". Sulla stessa lunghezza d'onda Hollywood Reporter: "Più carico d'azione e battaglie di tutti i suoi sette predecessori, Rogue Uno suona come una preparazione per gli eventi del film del 1977 e, per lo più, lo fa divertendo abbastanza". Simone Novara

 

 

CINEMA - Mine, un thriller ipnotico di pura suspense

Ottobre 2016

Mine ha fatto il suo debutto nelle sale italiane il 6 ottobre, e sicuramente conquisterà il pubblico anche nel resto del mondo. In America uscirà l'anno prossimo, quindi siamo davvero fortunati nel poterlo ammirare in anteprima. Mine è un military-psico thriller "ipnotico", che farà scorrere sudori freddi nello spettatore che non riuscirà a distoglierà lo sguardo dallo schermo, nemmeno per un secondo. Ogni singola variazione potrebbe nascondere un colpo di scena. L'ansia salirà parallela all'attesa di vedere una risposta alla domanda "Riuscirà Mike a resistere? La mina esploderà o verrà salvato?". Il film parla di una semplice missione in Afghanistan che si tramuta in lotta per la sopravvivenza. Il protagonista è un intenso Armie Hammer che interpreta Mike, uno sniper. In fuga nel deserto posa malauguratamente il piede sinistro su di una mina. In attesa dei soccorsi che paiono sempre più un miraggio, dovrà lottare sia contro la natura spietata, sia contro i propri demoni e allucinazioni, che rievocano questioni irrisolte di un passato che si lega sempre più alla sua condizione attuale. L'ambientazione è costituita da distese di sabbia, dove (in una costante suspense) le ore bloccato sotto il sole e gli scherzi della mente, si riveleranno i maggiori nemici del soldato. Mike risulterà essere non solo prigioniero a causa della mina sotto di sé, ma altresì prigioniero di se stesso. I produttori sono gli stessi di "Buried-sepolto" e anche Mine riesce a rievocare la stessa intensità. Gli attori si contano sulle dita di una mano, eppure la ricchezza dei dialoghi e le sovrapposizioni spazio-temporali (grazie alla genialità di sceneggiatura e regia) riescono a produrre una dinamicità accattivante, unitamente ad un fascino ansiolitico unico. Un film dal sapore caratteristicamente internazionale, ma che cela tanta Italia al suo interno: I registi e sceneggiatori sono Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, e anche dietro a musiche, fotografia e montaggio vi sono nomi italiani, mentre la produzione è soprattutto spagnola. Completa il quadro un cast anglo-americano di tutto rispetto, dove Hammer è il protagonista assoluto, dando prova di una maturità artistica completamente raggiunta. Film consigliatissimo e non adatto a chi soffre di tachicardia. Stefania Accosa

 

 

CRONACA - Cercasi comparse per il film con Christian De Sica: 86 euro al giorno

Settembre 2016

Il regista Fausto Brizzi cerca alcune comparse per il cinepanettone "Poveri ma ricchi". Dal 29 al 31 agosto alcune scene del film, con Christian De Sica ed Enrico Brignano, verranno girate in piazza Duomo, a Milano. Ecco come partecipare ai casting.

Per chi fosse interessato, l'opportunità è sicuramente allettante. In primo luogo per la paga: un compenso di 86 euro giornalieri. Inoltre, le comparse che verranno selezionate potranno trovarsi fianco a fianco con i due attori protagonisti, che parteciperanno assieme a loro alle scene girate in piazza Duomo. Le persone che la produzione sta cercando devono rientrare nelle seguenti caratteristiche: "Hipster, modaioli, anche stile retrò, un po’ fashion". Non si cercano invece "freak". Chi volesse fare un provino può inviare una mail all'indirizzo demichelevaleria@gmail.com con i propri dati – nome, cognome, età e cellulare -, una foto e un’immagine della propria bici: si cercano difatti sia figuranti a piedi, sia ciclisti. Redazione

 

 

CINEMA - Google fa il suo debutto al cinema

27..04.2016

Google entra ufficialmente nel mondo del cinema: dopo settimane di anticipazioni e qualche trailer è infatti online Help, il primo cortometraggio prodotto dall'azienda di Mountain View.

Diretto da Justin Lin, il regista di Fast and Furious e Star Trek Beyond, Help è un anticipazione dei film del futuro: girato interamente con tecnologia immersiva, non solo fa sentire lo spettatore al centro della scena, ma gli permette di esplorarla a 360° con pochi click del mouse.

Il film è ambientato tra le strade di Los Angeles, sconvolte dall'arrivo di una mostruosa creatura aliena. La trama non sarà originalissima, ma realtà virtuale ed effetti speciali sono degni di un film da grande schermo.

Per godere appieno della tecnologia immersiva il film va visto utilizzando il browser Chrome (basta aprire questa stessa pagina in Chrome), oppure dallo smartphone utilizzando un visore cardboard. Simone Novara

 

 

CINEMA- Frank Dillane attore eclettico e stravagante

20.04.2016

Frank Dillane è uno dei protagonisti di Fear The Walking Dead, in onda ogni giovedì alle 21.10 su MTV Next (Sky 133) e in contemporanea su Paramount Channel (DTT 27), e noi lo abbiamo amato fin dalle prime scene della serie, quando nei panni di Nick Clark si risveglia in una chiesa e corre per scappare dagli zombie. Nel 2009 ha recitato in Harry Potter e il principe mezzosangue nella parte dell'adolescente Tom Riddle, ovvero Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, ovvero il temibile Lord Voldemort. Fare l'attore è un vizio di famiglia, visto che è figlio dell'attrice Naomi Wirthner e di Stephen Dillane, nientemeno che Stannis Baratheon di Game Of Thrones. Papà e figlio hanno recitato insieme in due film: Welcome to Sarajevo e Papadopoulos & Sons. E sì, erano padre e figlio anche sul grande schermo. Si è diplomato alla Royal Academy of Dramatic Ar di Londra. E' in buona compagnia visto che in quella scuola hanno studiato anche Anthony Hopkins, Ralph Fiennes e Clive Owen solo per citarne alcuni. E' un seguace del Metodo Stanislavski, quello per cui l'attore si immedesima fino in fondo nel personaggio. cinema l'abbiamo visto anche a caccia di balene in Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick, il film con Chris Hemsworth. Ma il nostro Frank forse si è fatto prendere un po' troppo la mano. In Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick infatti i protagonisti della storia vanno alla deriva e lottano per la sopravvivenza rimanendo senza cibo in mezzo al mare. Frank non ci ha pensato due volte e si è preparato diligentemente, ma a caro prezzo: "Niente cibo, due ore di palestra al giorno e altre 14 ore su una barca alla fine si fanno sentire. Tutto quello che non è necessario si butta via, compreso il desiderio sessuale, la salute mentale e la felicità".Per prepararsi come di deve ad interpretare Nick Clark ha letto Confessioni di un oppiomane, libro uscito nel 1822 dello scrittore inglese Thomas De Quincey. Simone Novara

 

SOCIETA' - Vikings la serie che fa tendenza

30.03.2016

Gli appassionati di serie TV non avranno di certo ignorato Vikings, serie rivelazione, che esordisce nel marzo del 2013, con già quattro stagioni all’attivo e con una quinta in via di programmazione. I 69 episodi sono incentrati sul personaggio di Ragnar Loobròk, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel. La trama narra, in chiave romanzata, le vicende storiche del popolo vichingo. Michael Hirst, creatore della serie, ha saputo tessere, intorno al personaggio di Ragnar, di cui si hanno effettivamente poche fonti storiche, una storia con una struttura solida che ha incontrato subito grandi consensi fra la critica e il pubblico. Ragnar è animato da una ambizione decisamente primitiva di conquista, a cui si aggiunge una profonda sete di conoscenza. Il Re dei Vichinghi dimostra grande curiosità e interesse nei confronti del monaco cristiano Athelstan, al punto che quest’ultimo, diventerà il suo consigliere più fidato. Alla morte del religioso, Ragnar vivrà una vera e propria conversione, che lo porterà al battesimo. Trasmesso sulla rete televisiva History in Canada e negli States (in Italia invece lo troviamo su Rai 4), Vikings si presenta come una valida alternativa ad altri serial, uno su tutti Trono di Spade, coinvolgendo un pubblico decisamente più eterogeneo, senza però rinunciare ad elementi “di colore” e ad una ricostruzione storica (specialmente neo costumi e nei luoghi) assolutamente fedele. Simone Novara

 

SOCIETA' - The Walking Dead: attesa per l’arrivo di Negan

25.03.2016

Sempre meno giorni ci separano dal finale della sesta stagione di The Walking Dead. Secondo le ultime indiscrezioni l’episodio conclusivo della serie durerà un’ora e mezza; è quasi certo che questa puntata da 90 minuti porterà in scena il villain più atteso nella storyline di The Walking Dead: Negan. L’imprevedibile e spietato leader dei Salvatori che semina il terrore con la sua mazza chiodata, che ha battezzato, almeno nel fumetto, con il nome di Lucille. Nelle pagine del fumetto Negan è forse il nemico più pericoloso che Rick e il suo gruppo abbiano mai dovuto affrontare. Nella versione cartacea, inoltre, la prima vittima di Lucille è il ragazzo delle consegne, il coreano Glenn, personaggio fisso dall’inizio della storia. Si sa che, a grandi linee, la serie segue sempre gli avvenimenti del fumetto: tuttavia non sempre ciò che accade è quanto anticipato dalla penna di Kirkman: è successo che cose accadute nella serie non siano mai accadute nel fumetto e viceversa, o ancora è possibile che alcuni fatti del fumetto vengano modificati, ad esempio con altri protagonisti. La domanda è quindi più che lecita: anche nel caso del season finale e dell’arrivo di Negan la serie ricalcherà il fumetto? Riguardo l’argomento, il portale Entertainment Weekly ha intervistato lo showrunner della serie, Scott M. Gimple. “Mettiamola così: qualsiasi cosa succeda, è tutto fatto per essere più fedele possibile al fumetto” è stata la risposta di Gimple. “Cosa questo significhi è sempre abbastanza soggettivo”. Pare quindi che la vittima di Negan ci sarà. Sarà davvero Glenn a morire sotto i chiodi di Lucille o al suo posto ci sarà qualcun altro, tra tutti Carol e Daryl? “Penso comunque che le emozioni siano le stesse del fumetto, così come l’orrore. Quindi noi vogliamo raccontare la storia del fumetto, anche se a volte sono necessari dei cambi“. Le parole di Scott M. Gimple aprono quindi uno spiraglio di speranza per il futuro di Glenn: il ragazzo delle consegne, divenuto quasi immortale, scamperà anche questa volta alla morte o sarà arrivata la sua ora? Simone Novara

 

CINEMA -I film che non ti aspetti

14.03.2016

I film campioni di incasso che hanno preso spunto da una storia vera? Molti e... insospettabili. Non solo quelli che ci aspetteremmo, come Titanic, ma anche film d'azione, diversi horror truculenti e persino il re dei film musicali moderni. Il primo film della serie Fast & Furious è del 2001: lo spunto agli sceneggiatori glielo fornì un articolo sulle corse di auto clandestine, scritto nel 1998 dal giornalista Kenneth Li Raphael e pubblicato sulla rivista americana Vibe. Il titolo? Racer X. Nell'articolo si parla di Estevez, un giovane pilota che sogna i circuiti automobilistici legali e intanto si fa le ossa (e i soldi) tra le strade di uptown Manhattan, a New York. Attento a non farsi beccare dalla polizia. Incredibile ma vero: una delle saghe horror più famose di tutti i tempi, ossia Nightmare prende spunto da una serie di articoli del Los Angeles Times, sulla morte di alcuni giovani rifugiati asiatici in seguito a degli incubi notturni. A rivelarlo è stato lo stesso Wes Craven, regista dei Nightmare e inventore di Freddy Krueger, in un'intervista a un sito di appassionati. Il film di Steven Spielberg, lo Squalo, del 1975 è tratto dall'omonimo romanzo di Peter Benchley. Ma la storia in realtà ha molti punti di contatto con una vicenda realmente accaduta nel 1916 in New Jersey, dove uno squalo uccise diverse persone nelle acque di Beach Haven e alla foce del Matawan Creek, per poi fuggire in mare aperto. La storia è nota come Jersey Shore Shark attack. La Tempesta perfetta ha tutta l'aria della trasposizione cinematografica di un romanzo di avventura, in stile il Vecchio e il mare di Hemingway. Invece il film con George Clooney, Mark Wahlberg e Diane Lane si basa in realtà su The Storm, un reportage di Sebastian Junger pubblicato nel 1994 dal magazine Outside, che tre anni dopo è diventato un libro intitolato La tempesta perfetta: la vera storia di un uomo contro il mare. Quel pomeriggio di un giorno da cani è un film del 1975 con Al Pacino che racconta la storia di una rapina in una banca di New York e dei due rapinatori che per ore avevano tenuto in ostaggio dipendenti e clienti della banca dopo che la polizia aveva circondato l'edificio. Il film è tratto da una storia vera, raccontata in un articolo di P. F. Kluge e Thomas Moore uscito sulla rivista Life nel 1972. Simone Novara

 

CINEMA - The danish girl, il film di Tom Hooper che racconta l’amore

09.03.2016

Tra i vestiti, le tradizioni e la società di una Copenaghen degli anni ’20 la ritrattista Gerda è felicemente sposata con il noto pittore paesaggista Einar; la loro casa un tripudio di colori dei loro quadri e del loro amore forte, vero, travolgente, palpabile. Nonostante alcune difficoltà (che non risparmiano mai nessuno) come l’impossibilità di non avere figli, i due tirano avanti nutrendosi della fiducia e della complicità che provano l’un l’altro. Insomma, la coppia ideale.

D’un tratto però, la loro storia, anzi, la loro vita sembra prendere un’altra piega: Gerda chiede al marito di posare al posto di una modella donna, la ballerina Ulla, impegnata nelle prove di uno spettacolo, e quella che sembra essere una situazione particolare, divertente si trasforma in qualcosa di più grande e inaspettato. In un trampolino di lancio per Einar per la scoperta di sè stesso. Vestito con quelle sete, quei collant, quelle scarpette, e col trucco sugli occhi e sul viso, il pittore danese sembra davvero essere a suo agio. E prova un brivido: forse di felicità, forse di paura. E ancora per far contenta la moglie (e anche un po’ per piacere), assume l’identità di una donna, Lili Elbe: accompagna Gerda ai balli, per strada, nei negozi. E prova un brivido: forse di felicità, forse di paura. Ma chi è Lili? Non è finzione, non è una fantasia, e non è più poi neanche un gioco. Lili è l’alter ego femminile di Einar, è Einar e c’è sempre stata.

The danish girl non è un film qualunuqe. Non è solo la storia di uno dei primi uomini ad essersi sottoposto ad un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale. È la storia di un viaggio, ma non per mari o monti o altri mondi: un viaggio attraverso il proprio corpo, la propria mente, la propria anima. Attraverso e verso sé stessi, il proprio IO: forse la terra più difficile da raggiungere e scoprire.

E ci fa capire che l’amore vero è ben altro da quello che spesso ci raccontano o raccontiamo: è complicità, è aiuto reciproco, è sostegno. È quello di Gerda ed Einar, che è Lili, uniti fino alla fine. Francesca Romana Sassone

CINEMA - Eyes Wide Shut: il film di Stanley Kubrick tratto dal libro “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler

17.02.2016

Eyes Wide Shut, il celebre film di Stanley Kubrick, è stato tratto da un libro scritto da un autore del Novecento, Arthur Schnitzler, che con il suo celebre “Doppio sogno” è riuscito svelare i turbamenti profondi dell’anima umana, criticando nel contempo gli usi e costumi degenerati della Vienna del suo tempo.

Da questo libro Kubrick ha tratto spunto per registrare il film "Eyes Wide Shut", uscito nelle sale nel 1999. Tale film, a mio avviso, è stato troppo banalizzato dalla critica comune.

“Eyes Wide Shut” non parla solo di sesso e di costumi sociali troppo licenziosi, non parla solo di uomini al potere che per fronteggiare la noia di tutti giorni mettono in atto delle orge che si celebrano come veri e propri riti esoterici di gruppo.

Il senso comune ha dato quest’interpretazione che, a mio avviso, banalizza molto il film.

Kubrick, secondo la mia interpretazione, ha voluto con il film riprendere la critica che Arthur Schnitzler fece agli uomini del suo tempo, i cui costumi rappresentavano la loro decadenza morale, ma non solo. Il grande Maestro ha sviluppato questa tematica inserendola nel contesto contemporaneo, fatto di omologazione e conformismo di massa. Se si guarda il film senza farsi distrarre eccessivamente dalle scene spinte, che altro non spiegano se non lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo (homo homini lupus direbbe Thomas Hobbes), si scopriranno messaggi interessanti e si ricaveranno da essi interpretazioni più dettagliate.

Il protagonista, il Dott. William "Bill" Harford, interpretato da Tom Cruise, che nel libro è il medico Fridolin, dopo aver preso consapevolezza delle difficoltà della sua vita matrimoniale, si reca, invitato da un amico, in un luogo che rappresenta un non-luogo, dove le persone sono non-persone.

In questo posto uomini molto potenti praticano atti sessuali di gruppo, corredati da riti quasi misterici.

E’ interessante, a mio avviso, interpretare il modo in cui le "persone non-persone" vengono rappresentate in un questo posto, dove tutti, prostitute e potenti, indossano una maschera. Questo aspetto è a mio giudizio significativo: la maschera, in questo caso, non significa solo falsità, ma anche disumanità.

La persone mascherate rappresentano la condizione dell’uomo moderno, che non può estrinsecare se stesso, perché è inglobato nell’omologazione di massa ed è costretto a seguire i diktat che il potere impone.

L’essere umano perde così la sua vera identità, diventano uomo di massa, senza volto, mera maschera di se stesso.

Analizziamo poi anche le prostitute. Quest’ultime indossano solo degli slip succinti e uno sguardo non banale nota subito che i loro corpi sono tutti uguali, belli, ma tutti uguali.

Tali corpi rappresentano magnificamente la condizione in cui versano le persone della nostra epoca, che stanno diventano tutte uguali sia emotivamente che fisicamente:

emotivamente, perché il potere impone dei bisogni unici per tutti (ricordo che la prima fase del processo di Marketing è la "creazione del bisogno"). Se tutti desiderano le stesse cose, tutti diventano emotivamente uguali, mescolati in una massa che nulla ha di umano;

fisicamente, i corpi delle mercenarie sono tutti uguali e rappresentano la nostra anima, sempre più conformista. I loro seni, i loro sederi, le loro gambe sono identici fra loro. Queste donne potrebbero distinguersi attraverso il loro volto, che infatti viene coperto dalla maschera.

Le prostitute, in sostanza, rappresentano l’uomo di massa, disposto a vendersi al potere per ottenere inutili beni di consumo, per avere i quali rinuncia alla sua identità particolare, alla sua anima, al suo volto, alla sua personalità. Rosa Aimoni

 

CINEMA - Zoolander No 2 uscirà nelle sale l’11 Febbraio 2016

11.02.2016

Zoolander No 2 uscirà nelle sale l’11 Febbraio 2016, questa è una data molto importante perché segna il ritorno nelle sale della celebre coppia Ben Stiller-Owen Wilson nei panni di Derek e Hansel, ruolo che li aveva resi celebri nel prequel del 2001. Zoolander No 2 è il sequel del film cult Zoolander, pellicola comica famosa per la sagace ironia con la quale scherniva il mondo della moda e le sue star, accentuandone tutti i difetti e i luoghi comuni. Le riprese del film sono durate dal 7 Aprile al 13 Luglio 2015, e sono state compiute interamente negli studi di Cinecittà a Roma. La pellicola inoltre presenta un cast molto importante, oltre ai già citati Ben Stiller e Owen Wilson, sono presenti la bellissima Penelope Cruz, Will Ferrel, Christine Taylor e Kristen Wiig, senza contare i camei di Sting, Justin Bieber, Katy Perry e Ariana Grande. Sicuramente il compito di questo film è arduo, replicare il successo ottenuto dal prequel, ma certamente visto il cast, sicuramente non deluderà le aspettative dei fans, che da quindici anni aspettano questo momento . Carlo Alberto Ribaudo

 

CINEMA - La Francia censura Lars Von Trier: basta Antichrist

09.02.2016

Una tentata rapina che poteva evolversi in tragedia, è ciò che è accaduto in Stazione Centrale questa mattina. Un 16enne era appena sceso dal solito treno per recarsi a scuola, precisamente intorno alle ore 8.00, prima però aveva decido di passare dalla toilette. Nei bagni il giovane è stato avvicinato da un uomo, pare di origine straniera, che gli ha intimato di consegnargli soldi e cellulare. Il ragazzo pur spaventato si è opposto alle richieste, ed è allora che il malvivente lo ha aggredito, prima picchiandolo, poi accoltellandolo. Il ladro infatti era armato, ma fortunatamente il giovane è riuscito a fuggire riportando ferite superficiali all’addome e a una gamba. Scappando lungo la strada che era solito percorrere verso l’Istituto dei Salesiani, ha incrociato una pattuglia dei Carabinieri potendo chiedere aiuto. Trasportato in codice giallo all’ospedale Niguarda, non è in pericolo di vita. Le Forze dell’ordine stanno cercando di fare luce sulla vicenda per arrestare il cA sette anni dalla sua uscita, un tribunale francese accoglie la richiesta del movimento ultracattolico Promouvoir et Action decidendo di annullare il visto di produzione per Antichrist, il film del regista danese Lars von Trier, che era stato già vietato al minori di 16 anni. Il film ora non potrà essere proiettato, venduto o noleggiato; almeno fino a che non verrà rinnovato il visto (con divieto ai minori di 18).

La decisione della Corte d'appello amministrativa di Parigi si basa sul fatto che il film contiene "scene di grande violenza" e "scene di sesso non simulato" e che ha "un grado di rappresentazione della violenza e della sessualità che richiede, ai sensi della normativa applicabile, un divieto di questo film a tutti i minori." Questa non è la prima volta che succede: nel novembre 2009, la stessa associazione aveva protestato con il Consiglio di Stato che cancellò il visto, ma il giorno dopo, il ministro della Cultura Frédéric Mitterrand gli aveva concesso di nuovo.

Il film di Lars von Trier è stato anche sotto il fuoco delle polemiche quando fu presentato a Cannes nel 2009, cosa che però non gli ha impedito a Charlotte Gainsbourg, la protagonista, per ottenere un premio di recitazione. Recentemente, l'associazione integralista cattolica Promouvoir et Action, vicina ai gruppi fondamentalisti, ha ottenuto l'annullamento del visto per il film Vita di Adele. Simone Novara

18.01.2016 -

Il 5 Gennaio in America e il 15 Gennaio su sky Atlantic (Italia) è stato trasmesso il primo episodio di The Shannara Chronicles. La serie, promossa da MTV, è liberamente tratta dalla celebre saga letteraria fantasy partorita dalla mente di Terry Brooks, avvocato statunitense che esordì nel 1977 con il libro La Spada di Shannara, opera che rimase nella classifica del New York Times dei libri più venduti per oltre cinque mesi. Se l'autorità e il genio di Brooks sono indiscussi (lo stesso George Lucas, creatore di Star Wars, chiese personalmente a Terry di scrivere il romanzo Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma. Terry, essendo un fan della saga, accettò e, un mese prima dell'uscita del film nei cinema, il libro fu pubblicato), l'uscita di The Shannara Chronicles ha spinto, inevitabilmente, a fare il paragone fra questa serie e il telefilm fantasy più seguito e amato degli ultimi anni: Il Trono di Spade, tratto dalla prolifica penna di George R. R. Martin e dalla sua saga Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Un paragone tuttavia superfluo; come i fan di Brooks sanno bene, la saga di Shannara è ambientata in una dimensione fantasy post-futuristica, dove i popoli tipici della narrativa di questo genere (elfi, nani, troll ecc., assenti nel mondo creato da Martin) vivono in una sorta di pianeta Terra stravolto e cambiato in seguito a terribili guerre, che ne hanno alterato il clima, e il DNA dei suoi abitanti. Se nei libri questo elemento è tutto sommato marginale, nel telefilm viene sottolineato da ruderi e riferimenti alla nostra epoca presenti nello spazio di azione. Ciò segna un brusco distacco dal mondo di Trono di Spade, dove l'ambientazione è priva di elementi classici del fantasy come elfi e nani, e collocata in una dimensione che richiama, senza ombra di dubbio, il Medioevo e il primo Rinascimento europeo. Un altro elemento che caratterizza The Shannara Chronicles è il recupero di quelle atmosfere “di evasione” tipiche del fantasy: le avventure dei giovani protagonisti, guidati dal druido Allanon coinvolgono lo spettatore, lo trasportano in un'altra dimensione e assicurano quaranta minuti di svago puro e semplice. Game of Thrones, pur essendo un format di alta qualità, non è un programma di “svago”: sconvolge, tormenta, tiene in tensione il pubblico. Con le sue caratteristiche, The Shannara Chronicles si presenta come un format ad ampio raggio, adatto a tutte le fasce di età, anche ai giovanissimi. Simone Novara

04.01.2016 -

Dal giorno di uscita, a Capodanno in 1300 sale, è stata una corsa inarrestabile: quasi 7 milioni di euro il primo giorno (con proiezioni alla mezzanotte per i fan di Checco che volevano cominciare il nuovo anno con il loro idolo), altrettanti il secondo e ancor di più (8,2 milioni di euro) il terzo, cioé domenica. Checco Zalone ha quindi portato al cinema tre milioni di spettatori compreso il premier Matteo Renzi, andato in sala il primo dell'anno con la famiglia a Courmayeur e che, intervistato da La Stampa, ha detto: "Ho riso dall'inizio alla fine. I radical chic che lo snobbavano ora lo osannano".

Il film, che racconta l'epopea di un impiegato statale che pur di mantenere il suo posto fisso in un ufficio che rilascia licenzia di pesca e caccia è disposto ad andare persino al Polo Nord, è verosimilmente destinato a battere tutti i record di incassi in Italia e superare il primato dello stesso Zalone che nel 2013, con Sole a catinelle, incassò quasi 52 milioni di euro, diventando il secondo incasso di sempre nel nostro Paese (dietro Avatar, film in 3D di James Cameron che aveva incassato nel 2009 65 milioni di euro).