RUBRICA - Il Personaggio

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Il Personaggio

a cura di Simone Novara

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Il Personaggio - RUBRICA :

a cura di: Simone Novara

Milan4News TV - Il rigore del Barcellona

IL PERSONAGGIO -5a Puntata 2017 - PATRICK SCHICK

Patrick Schick autentica rivelazione di questa Samp ammazza big. Prima la Roma, poi il Milan, alla fine l’Inter fuori casa. 44 punti, la Samp è nona, una risalita nel girone di ritorno pazzesca. Ad aver dato un contributo sicuramente Schick, che secondo alcuni rumors a giugno andrà quasi certamente all’Inter di Pioli. Patrick è una prima punta molto forte a livello fisico. Abile, mancino imprevedibile dal piede veloce. Pazzesco quando si tratta di dribblare l’avversario, implacabile nell’uno contro uno. Cresciuto nelle giovanili dello Sparta Praga, il 13 luglio 2016 la Sampdoria ufficializza l'acquisto del giocatore. L’esordio avviene il 14 agosto nel corso del match di Coppa Italia vinto 3-0 contro il Bassano. L'esordio in A è datato 21 agosto nella vittoria 1-0 in trasferta contro l'Empoli. Il 26 ottobre sigla la sua prima rete in serie A contro la Juventus in una partita che comunque termina con la sconfitta dei blucerchiati per 4-1. Il 30 novembre realizza la sua prima doppietta italiana nel match di Coppa Italia vinto 3-0 contro il Cagliari. Trova il secondo gol in campionato nella vittoria casalinga per 2-0 contro il Torino il 4 dicembre, il terzo nella sconfitta casalinga per 1-2 contro la Lazio e il quarto nella sconfitta per 2-1 in casa del Chievo. Nella partita casalinga con la Roma subentra nel secondo tempo, rendendosi protagonista di una gara eccellente, segnando il gol del pareggio e guadagnandosi la punizione da cui scaturirà il gol della vittoria per i blucerchiati. Anche nella nazionale della Repubblica Ceca sta dimostrando tutto il suo valore tecnico-tattico.

 

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IL PERSONAGGIO -4a Puntata 2017 - DEULOFEU

A soli 9 anni è entrato nel settore giovanile del Barcellona, uscendone da professionista. Di traguardi ne ha già raggiunti molti: due Europei Under 19 vinti con la maglia della Spagna, decine di trofei con le giovanili blaugrana e un doppio record con la Nazionale Under 21: nessuno nella storia ha giocato più partite di lui (32) né segnato più gol (16). Dopo qualche apparizione nelle stagioni precedenti, nel 2012-2013 la definitiva consacrazione: 18 reti e 5 assist in 33 col Barcellona B. L’Everton lo nota e lo porta in Premier prendendolo in prestito. Al primo anno a Liverpool colleziona subito 25 presenze. Tornato a Barcellona, viene girato al Siviglia visti gli acquisti di Neymar e Suarez. Lì Gerard va bene ma non benissimo: a fine anno vincerà l’Europa League, ma non è un vero protagonista della squadra (17 presenze). Torna così all’Everton, questa volta a titolo definitivo. La scorsa stagione è andato bene, ma ora, con l’arrivo di Koeman, ha perso spazio.

 

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IL PERSONAGGIO -3a Puntata2017 - ROBERTO GAGLIARDINI

Roberto Gagliardini è, senz’altro, uno dei giocatori del momento. Classe 1994, sta raccogliendo l’apprezzamento di tutti gli addetti ai lavori. Un mediano eccezionale in fase di contenimento e anche di impostazione. Possiede una grande visione di gioco. Anche Ct Ventura crede nel suo enorme potenziale: ««Gagliardini è un esempio perfetto di come la maglia azzurra si guadagni sul campo. Ha doti eccezionali»». Anche Gasperini che lo allenava all’Atalanta ne tesse le lodi: ««Giocatore versatile, ha un grande futuro davanti, ho puntato tanto su di lui»». Prodotto del vivaio dell’Atalanta, gioca nel settore giovanile del club bergamasco da quando aveva 7 anni. Esordisce nel calcio professionistico il 4 dicembre 2013, nei 16esimi di Coppa Italia. L’Atalanta poi lo cederà in prestito in serie B, rispettivamente a Cesena, Spezia e Vicenza. Il 15 maggio 2016 arriva l’esordio in serie A, nel match Genoa-Atalanta. Dopo un girone di andata superlativo, l’11 gennaio viene ceduto all’Inter di Pioli. Un prestito biennale con obbligo di riscatto. Il suo debutto in nerazzurro avviene contro il Chievo, match vinto dall’Inter per 3 a 1. Sul fronte della Nazionale, Ventura lo convoca nel match contro il Liechtenstein, il 7 novembre 2016. Già nel 2014 Cesare Prandelli si era accorto di questo talento in erba, tanto da convocarlo per uno stage a Coverciano. Tra Inter e Nazionale, la strada per diventare una grande calciatore sembra spianata.

 

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IL PERSONAGGIO -2a Puntata2017 - FEDERICO CHIESA, FIGLIO D'ARTE

Non ha neanche compiuto vent’anni. Figlio d’arte. Nato a Genova. Eppure ha già il fiuto del gol. Gioca nello stesso ruolo in cui giocava il padre. Federico Chiesa si sta facendo largo nel vasto e complicato mondo del calcio. Le sue caratteristiche di gioco sono molto particolari. Federico nasce come ala sinistra, in grado di accentrarsi e calciare con il piede destro. Veloce, bravo nell’arte del dribblare. Quando è necessario sa anche ripiegare in fase di copertura. Dopo aver passato i primi anni nella squadra del Settignano (fuori Firenze), entra a soli dieci anni nell’orbita del settore giovanile della Fiorentina. Negli Allievi già impressiona per la sua incredibile maturità. Nella Primavera Viola avviene la vera e propria consacrazione. All’inizio di questa stagione il tecnico della prima squadra, Paulo Sousa, lo convoca per il ritiro estivo di Moena. L’esordio in serie A avviene il 20 agosto del 2016: prima giornata di campionato a Torino, contro la Juve. Il 29 settembre c’è anche il debutto in Europa League. Il suo primo gol in prima squadra lo realizza proprio in Coppa contro il Qarabag l’8 dicembre. Il 21 gennaio segna il suo primo gol in serie A contro il Chievo. Se parliamo invece del fronte della Nazionale, Federico indossa dallo scorso anno la maglia dell’Under 20. Chissà che nel 2018, in occasione dei mondiali in Russia, non venga convocato da ct Ventura

 

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IL PERSONAGGIO -1a Puntata2017 - KESSIE GIOVANE PREDESTINATO

Franck Kessie sta senza dubbio facendo parlare di sé. In forza nella bella Atalanta del Gasp, è uno dei centrocampisti rivelazione di questo campionato. Classe 1996, ivoriano, ha davvero talento da vendere. Nasce come difensore, in particolare nel Cesena che lo impiega in questo ruolo nella stagione 2015/2016, con questa squadra colleziona 36 presenze e 4 gol. Grande saltatore, forte nello scontro fisico, il tecnico Gasperini lo ha preferito come centrocampista di rottura. Esordisce in serie A il 21 agosto del 2016. Un debutto superlativo se si pensa che contro la Lazio ha firmato una grande doppietta. Va a segno anche nel secondo turno di campionato, siglando il momentaneo vantaggio dell’Atalanta in casa della Samp. L’11 settembre segna un rigore contro il Torino, trovandosi così, in testa ai marcatori di serie A per quella giornata. A soli 20 anni, è già corteggiato dai top club d’Europa. Antonio Conte lo vorrebbe al Chelsea. Secondo alcune indiscrezioni i Blues avrebbero offerto 28 milioni di Euro. A seguire i primi passi di questo campione, in erba, dal futuro già predestinato ci sarebbero anche Manchester United e Juventus.

 

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CALCIO - Graziano Pellè: l’uomo della Nazionale

14.06.2016

Una nazionale sotto il segno di Graziano Pellè. Con la maglia azzurra, l’attaccante classe 1985, originario di San Cesario di Lecce, è entrato, lunedì sera, a pieno titolo, fra i marcatori di Euro 2016. Una rivelazione che ha tirato fuori l’immenso c.t Antonio Conte. Contro il Belgio, Pellè è stato uno dei migliori interpreti della nostra nazionale, insieme a Giaccherini, autore del primo gol e a Bonucci, ottimo in fase di copertura. Questa Italia insomma ha un’anima: cinica, tenace, determinata, che sa prendersi i suoi rischi, ma sa anche punire quando arriva il momento giusto. Dopo il 2-0, firmato praticamente allo scadere del match, si sono alzati i cori dei tifosi italiani e la memoria non può che tornare a 10 anni fa, quando la formazione di Marcello Lippi, vinceva il mondiale tedesco a Berlino. Certamente i protagonisti di quell’autentico miracolo erano ben diversi. Ora i giocatori sono cambiati (eccetto Buffon, portiere della nazionale da ben 16 anni), ma l’entusiasmo, dopo il fallimentare mondiale in Brasile, di due anni fa, sembra ritornato. Dopo il successo di misura sul Belgio, dato, alla vigilia del torneo, come una delle formazioni favorite alla vittoria finale, le altre concorrenti del torneo dovranno guardare all’Italia con maggior rispetto. Le difese di Svezia e Irlanda, nostre prossime avversarie nel girone E, sanno che dovranno fare i conti con questo Pellè tuttofare: un talento cristallino, che non ha avuto il tempo di affermarsi nella massima serie italiana. Pellè è un centravanti moderno, in grado di fare reparto da solo. Preferisce giocare il pallone di prima intenzione, senza disdegnare le sponde. Molto forte fisicamente, è un attaccante mobile, che ha corsa e pressa molto i difensori avversari. Forte di testa, è bravo tatticamente, ha fiuto per il gol e nonostante il fisico imponente, è anche dotato di una buona tecnica, con colpi come l'elastico e la rovesciata. Spesso paragonato al gigante Luca Toni ai tempi del Feyenoord era la punta centrale nello schieramento di Koeman, che prediligeva un modulo decisamente offensiva con il 4-3-3. Graziano ha iniziato la sua carriera nel Lecce nel biennio 2002-2004, poi ha indossato la maglia di Catania, Crotone e Cesena. Poi, nel 2007 è iniziata la sua esperienza olandese nell’Az Alkmaar, conclusasi nel 2011 con 78 presenze e 14 gol. Poi è arrivato il periodo al Parma e alla Sampdoria, dopo i due anni strepitosi al Feyenoord tra 2012 e 2014 (dove vanta 57 presenze e 50 reti segnate), si è accasato in Premier League nel Southampton. Potrebbe essere l’uomo chiave dell’Europeo azzurro.

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RUBRICHE - 8a Puntata - Manolo Gabbiadini re del mercato

20.05.2016

 

Finito il campionato, in questo limbo che ci separa proprio dall’europeo di Francia, non può che impazzare il mercato. Siamo soltanto a maggio eppure i nomi caldi in vista della torrida estate di calciomercato stanno, via via, spuntando. Sulla piazza italiana, l’uomo-mercato 2016 è sicuramente Manolo Gabbiadini. L’attaccante in questi giorni è uno dei giocatori più ambiti non soltanto in Italia, ma anche all’estero. Le sue prodezze hanno sollecitato, a quanto pare, le curiosità del palcoscenico europeo. Sarà difficile, quindi, per la prossima stagione, rivederlo a Napoli, alla corte di Sarri. Quasi sicuramente Manolo sarà sacrificato sul piatto del mercato del Napoli, che sta pensando di ridisegnare, in parte, la linea di attacco. Secondo gli ultimi rumors la Fiorentina sarebbe molto interessata a questo talento tutto italiano. Le milanesi: Inter e Milan per adesso stanno alla finestra. Fra le due forse la società nerazzurra tenterà nelle prossime ore un’offerta lampo per assicurarsi l’intero cartellino dell’atleta. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi che Gabbiadini possa andarsene dal campionato italiano, emigrando magari in Premier League. Sembra che Tottenham e West Ham abbiano già preso contatto con il giocatore. La terza scelta di Manolo potrebbe essere quella di andare in Bundesliga. In Germania, il Wolfsburg, sarebbe intenzionato a chiudere l’affare per meno di 25 milioni, sempre che il patron del Napoli De Laurentis sia d’accordo. Intanto cerchiamo di ricordare chi è veramente Gabbiadini, che tipo di calciatore rappresenta. Nella sua carriera, Manolo, classe 1991, si è sempre distinto per le sue doti velocistiche, un sinistro potente e per una sorprendente rapidità di esecuzione. Nell’agosto del 2012 viene acquistato in compartecipazione dalla Juventus per 5,5 milioni di euro; il giocatore è stato girato in prestito gratuito al Bologna fino a giugno 2013. Il 18 novembre 2012 segna il suo primo gol con la maglia del Bologna nella partita Bologna-Palermo. Il 9 luglio 2013 la Juventus comunica di aver risolto a proprio favore l'accordo di partecipazione con l'Atalanta, per la cifra di 5,5 milioni di euro pagabili in 3 anni, cedendolo alla Sampdoria in comproprietà per la somma di 5,5 milioni di euro pagabili in 3 anni. Fa il suo esordio il 17 agosto contro il Benevento, gara valevole per il 3º turno di Coppa Italia, realizzando una doppietta che permette ai blucerchiati di battere i campani per 2 a 0. Il 1º settembre realizza la sua prima rete in campionato contro il Bologna, fissando il risultato finale sul 2-2. Si rende protagonista di una buona stagione che gli permette di segnare 10 reti complessive tra campionato e Coppa Italia nelle 35 presenze totali. Il 19 giugno 2014 la Sampdoria comunica di aver rinnovato con la Juventus l'accordo di partecipazione relativo al calciatore. Il 28 settembre, una sua rete su calcio di punizione decide il Derby della Lanterna, visto il risultato finale di 1 a 0 a favore della Sampdoria. Il 14 dicembre realizza la rete del definitivo 1-1 in Juventus-Sampdoria, risultato che conclude la striscia di vittorie consecutive in casa in Serie A dei bianconeri. Il 21 dicembre seguente realizza il suo ultimo gol in maglia blucerchiata, il definitivo 2-2 in Sampdoria-Udinese. Il 5 gennaio 2015, a 23 anni, viene acquistato a titolo definitivo dal Napoli per 12,5 milioni di euro, dove esordisce nella prima partita successiva, l'11 gennaio 2015 al 73' in Napoli-Juventus, terminata col punteggio di 1-3. Il 10 gennaio 2016 torna al gol con un tiro a giro sotto all'incrocio dei pali nella vittoria per 5-1 contro il Frosinone. Il 10 aprile 2016 segna il primo gol del vantaggio nella partita contro il Verona dopo una lunga astinenza e assenza dal campo. Il 19 aprile 2016 segna la sua prima doppietta in Serie A nella vittoria per 6-0 contro il Bologna. Simone Novara

 

RUBRICHE - 7a Puntata - Emiliano Viviano: il super portiere del Doria

21.04.2016

 

L’8 maggio si giocherà il secondo derby della Lanterna di questo campionato. C’è grande trepidazione nel capoluogo ligure, sia nella sua sponda rossoblù sia in quella blucerchiata. Ecco perché, in questa settimana pre-derby, vogliamo dedicare la nostra rubrica il Personaggio, ad un giocatore molto legato a Genova. Ha indossato le maglie di Cesena, Brescia, Bologna, Inter, Palermo, Fiorentina, Arsenal e Sampdoria. In Nazionale ha giocato con Under 15, 18, 19, 20 e 21; Emiliano Viviano, toscano, di Fiesole, classe 1985, è uno dei migliori portieri del nostro campionato, abile nei rinvii, una saracinesca quando si tratta di parare rigori, conosciuto per le sue uscite coraggiose. La vera svolta per l’estremo difensore avviene nel 2012. Non convocato dal Palermo per il ritiro estivo, il 1º agosto 2012 viene ceduto in prestito oneroso di 500 mila euro con diritto di riscatto fissato a 7,5 milioni di euro alla Fiorentina dopo che lo stesso Palermo lo ha riscattato interamente dall'Inter per 3 milioni di euro. Tornato così nella squadra in cui era cresciuto, nei giorni precedenti il giocatore aveva dichiarato sul proprio sito ufficiale che vestire la maglia viola fosse «un sogno». Nella partita disputata a Parma nella quarta giornata, para un calcio di rigore a Jaime Valdés nella partita terminata 1-1. Chiude la stagione con 32 presenze, tutte in campionato, e 34 gol subiti. Dalla 17ª alla 22ª gli viene preferito il suo secondo Neto. A fine stagione non viene riscattato e ritorna al Palermo, che non lo convoca per il ritiro estivo in vista della stagione 2013-2014. Il 2 settembre 2013, ultimo giorno di calciomercato, si trasferisce alla società inglese dell'Arsenal in prestito con diritto di riscatto. Con questa squadra non esordisce limitando la sua presenza a sette panchine in tutta la stagione, e l'unico incontro disputato è invece la sconfitta per 5-1 in casa contro il Sunderland nella U21 Premier League. Il 17 maggio vince il suo primo trofeo in carriera, la FA Cup, quindi a fine stagione lascia il club londinese per fine prestito ritornando al Palermo. Il 12 agosto 2014 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto a 4 milioni di euro – e controriscatto a favore del Palermo – alla Sampdoria, con cui già si allenava da due giorni. Sceglie di indossare la maglia numero 2, il numero più basso disponibile, data l'impossibilità di prendere la casacca numero 1 in quanto già occupata. Il 31 agosto seguente esordisce in blucerchiato giocando da titolare la prima partita di Campionato Palermo-Sampdoria 1-1. In seguito ad un infortunio al menisco occorsogli il 19 ottobre in Cagliari-Sampdoria 2-2, perde il posto da titolare in favore di Sergio Romero, riacquistandolo il 5 gennaio 2015 nella trasferta di Roma contro la Lazio. In questa stagione, chiusa con 29 presenze e 30 gol subiti in campionato, può vantare una percentuale tra i tiri ricevuti e le reti subite pari al 73%. Il 26 giugno 2015 Samp e Palermo si mettono d'accordo per il rinnovo del prestito anche per la stagione seguente con obbligo di riscatto da esercitarsi a giugno 2016. Esordisce titolare sia nelle partite di qualificazione all'Europa League (Samp - Vojvodina 0-4/2-0) sia in campionato; nella prima giornata di campionato vinta 5-2 contro il Carpi para un rigore al 92' evitando un 5-3. La stagione lo vede subire parecchie reti dovute in larga a parte al gioco molto offensivo e alla poca attenzione impiegata dai difensori, tuttavia Emiliano si rende protagonista con ottimi interventi e con 4 rigori parati rispettivamente a Carpi, Chievo, Sassuolo e Lazio. Simone Novara

 

RUBRICHE - 6a Puntata - Gianluigi Donnarumma

21.04.2016

 

Chi 1,96 metri di altezza, giovanissimo, è nato il 25 febbraio del 1999, grande para-rigori, abile con i piedi, talento cristallino fra i pali di una delle squadre europee più importanti. Gianluigi Donnarumma, si è ritrovato, con la sua giovane età, a difendere i pali del Milan. Un brucia tappe, forse un predestinato. Gli addetti ai lavori lo hanno già accostato al grande Gigi Buffon. Cresciuto nel Club Napoli di Castellamare di Stabia, Gianluigi nel 2013 viene ingaggiato dal club rossonero. Nel vivaio milanese si fa vedere nelle fila dei Giovanissimi, negli Allievi e infine nella Primavera. Nella stagione 2014/2015 viene aggregato alla prima squadra di Pippo Inzaghi, grazie ad una deroga della Federcalcio, che gli permette di giocare in massima serie all’età di 15 anni e 11 mesi. A 16 anni, ottiene il primo contratto da professionista. L’estate scorsa parte come terzo portiere, dietro a Lopez e Abbiati, ben presto il portiere campano scala le gerarchie rossonere e si ritrova ad esordire il 25 ottobre 2015, nel match contro il Sassuolo, vinto dal Milan per 2 a 1. Il 31 gennaio di quest’anno è titolare negli undici che affrontano l’Inter nel derby di Milano, diventando così l’atleta più giovane ad aver preso parte alla stracittadina meneghina. Dopo aver giocato nel 2014 nelle Nazionali Under-15, Under-16 e Under-17, diventandone il portiere titolare, nel 2015 Donnarumma disputa il campionato europeo Under-17 collezionando 5 presenze, dopo le 3 partite già giocate nelle qualificazioni. In questa manifestazione (nella quale l'Italia viene eliminata ai quarti di finale) si mette in luce tra i migliori portieri, insieme al francese Luca Zidane. Il 5 novembre 2015 è convocato per la prima volta in Nazionale Under-21 dal commissario tecnico Luigi Di Biagio per le partite contro Serbia e Lituania,nelle quali non viene impiegato. Esordisce con gli azzurrini il 24 marzo 2016, nella vittoriosa trasferta contro l'Irlanda (1-4) disputata a Waterford e valevole per le qualificazioni al campionato europeo di calcio Under-21 2017, diventando a 17 anni e 28 giorni il più giovane esordiente con la maglia dell'Under-21 italiana. Simone Novara

 

RUBRICHE - 5a Puntata - Carlos Bacca

08.04.2016

 

Chi è Carlos Bacca? Senz’altro un velocista, un centravanti con eccellenti capacità realizzative. Un contropiedista allo stato puro. Piede preferito? Sicuramente il destro, piede con il quale ha punito molte porte. Abile nel gioco aereo, e quindi, possiamo dire, con il grande fiuto del gol. Un giocatore completo che farebbe comodo a parecchi reparti offensivi.

Da giovanissimo (dopo essere cresciuto nelle leve giovanili della Junior) viene ingaggiato dal Barranquilla, squadra che milita nella Coppa Mustang, la massima serie colombiana. Tra 2009 e 2012 i suoi numeri sono davvero sbalorditivi, l’attaccante colleziona ben 97 presenze con 50 gol realizzati. Il nome di Bacca, in questa fase della sua carriera, è stato accostato a quello di grandi club, uno su tutti al mitico Boca Juniors. Nel 2011 ha avuto la possibilità di giocare in Russia con il Lokomotiv Mosca. Il 17 gennaio 2010 viene acquistato dai belgi del Bruges. In Belgio metterà subito in mostra il suo enorme bagaglio tecnico: infatti nel match contro il Genk, firma una doppietta. Grazie ai suoi gol, Carlos, a fine stagione, va a consolidare il secondo posto del Bruges; piazzamento che permette alla sua squadra di staccare il pass per la Champions. Nel campionato 2012/2013 segna una tripletta contro il Hjv Heck, in quella gara il Bruges si impone per 7 a 4. Stagione particolarmente redditizia per il fenomeno colombiano, che diventa capocannoniere della stagione con i suoi 25 gol realizzati. Inoltre, il 23 ottobre 2013 viene scelto come miglior giocatore del campionato belga. Il 23 luglio 2013 lo ingaggia il Siviglia per 7 milioni. La Liga spagnola segnerà la svolta definitiva di questo attaccante. Il 30 ottobre 2013 è una data da incorniciare per Bacca, che fa il suo primo gol al Real Madrid, proprio allo stadio Bernabéu. Il talento sudamericano non si mette in evidenza soltanto nella Liga, anche in Europa dice la sua e contribuisce a portare il suo Siviglia in finale di Europa League. Il 14 maggio 2014 è finalissima contro i portoghesi del Benfica. Gli spagnoli vincono la Coppa dopo la roulette dei rigori e Bacca ottiene il suo primo trofeo in Europa. Il secondo anno con la maglia dei Rojiblancos chiude con 28 gol di cui 7 in Europa League. Il 2 luglio 2015 approda finalmente nel calcio italiano. Il Milan lo prende, a titolo definitivo, per 30 milioni. Fa il suo esordio con i rossoneri il 17 agosto in occasione del terzo turno preliminare di Coppa Italia contro il Perugia. Il 29 agosto inserisce il suo nome nella tabella dei marcatori grazie ad un gol contro l’Empoli (il Milan vincerà quel match per 2 a 1). La sua prima doppietta “italiana” arriva nel corso della quarta giornata nella gara vinta per 3 a 2 contro il Palermo. Il 31 gennaio 2016 segna il suo primo gol nel derby di Milano contro l’Inter, partita vinta poi 3 a 0. Con la nazionale partecipa al mondiale 2014 in Brasile. Il 4 luglio al 70’ entra nel quarto di finale contro i padroni di casa. Simone Novara

 

RUBRICHE - 4a Puntata - Federico Bernardeschi

25.03.2016

 

Trapattoni ha detto di lui: ««Quel biondino farà grandi cose»» e se a dirlo è un esperto come il Trap c’è da fidarsi. Federico Bernardeschi in questi giorni è, letteralmente, sotto la lente di ingrandimento. Con gli Europei alle porte, l’attaccante esterno della Fiorentina, sta dimostrando di meritare la maglia azzurra e la fiducia del c.t Antonio Conte. Con Spagna e Germania ha fornito due prestazioni superlative. Mancino e con caratteristiche anche da trequartista, Federico, classe 1994, è nato e cresciuto nell’ambiente Viola. Se escludiamo la breve parentesi infantile con l’Atletico Carrara e il Ponzano, l’atleta entra nel 2003 nelle fila dei pulcini della Fiorentina. Dopo praticamente dieci anni con la società gigliata, viene ceduto in prestito da questa, al Crotone. Con il club calabrese farà il suo esordio in serie B. L’8 settembre 2013 debutta nel torneo cadetto contro il Pescara; segna il suo primo gol al Brescia; mentre il 21 settembre, nella sfida con il Carpi, firma la sua prima doppietta. Con i calabresi, a fine stagione, accederà ai play off, totalizzando 12 gol e 39 presenze. Il 20 giugno del 2014, a soli 20 anni, la Fiorentina ottiene nuovamente la totalità del suo cartellino. Alla corte di Vincenzo Montella viene inserito definitivamente in prima squadra. Nella stagione 2014/2015 non delude le aspettative. In A fa il suo esordio nel match contro il Genoa, entrando nel secondo tempo. Il primo gol con la maglia Viola lo realizza in Europa League, contro i francesi del Guingamp. Nella giornata successiva in Europa punisce anche il Dinamo Minsk. A novembre accusa una frattura del malleolo e starà, così, fuori dal campo, per parecchi mesi. Torna il 31 maggio, per l’ultima giornata del campionato, nella partita contro il Chievo, vinta dai toscani 3 a 0. A partire da questa stagione, indossa la maglia numero 10. Con il nuovo tecnico, il portoghese Sousa, è diventato una pedina fondamentale. In campionato segna con il Bologna. Il 18 febbraio sigla il suo quarto gol in Europa nella gara di andata dei sedicesimi contro il Tottenham. Simone Novara

 

RUBRICHE - 3a Puntata - Kevin Lasagna

25.03.2016

 

Classe 1992, talento cristallino, micidiale sotto porta; in contropiede sa essere letale, i suoi tiri di sinistro hanno bucato le porte di Inter, Fiorentina e Roma. Kevin Lasagna può tranquillamente definirsi una vera e propria rivelazione in questa stagione. Primo anno in A, eppure sta già facendo parlare molto di sé. Atleticamente cresce nel settore giovanile del Chievo Verona, vivaio, ora come ora, fra i migliori in Italia. Attaccante da sempre, KL15, come viene chiamato dai suoi compagni, ha passato quattro anni nelle fila giovanili del Chievo. Nasce come autentica prima punta e presto gli allenatori si rendono conto che in quel ruolo, Kevin sa essere una macchina da gol collaudata. Dopo gli anni di “apprendistato” a Verona, Lasagna passa due anni, dal 2010 al 2012, alla Governolese, squadra che all’epoca militava in Promozione. Con questo club dilettantistico il centravanti raccoglierà 60 presenze con 22 gol realizzati. Nel 2012 viene acquistato dal Cerea, squadra che milita nel terzo girone di serie D; qui le sue 35 presenze e specialmente i suoi 7 gol suscitano l’interesse dell’Este. Con la società padovana il talento di San Benedetto Po disputa la stagione 2013/2014. Una stagione molto produttiva per il calciatore che realizzerà 21 reti in 33 partite. Poi, nel 2014 arriva la chiamata che non può proprio rifiutare, ovvero quella del Carpi. Debutta in serie B con la maglia del Carpi il 13 settembre del 2014 nel match fuori casa con il Crotone. Esordio quindi nella cadetteria nazionale per Lasagna che già in Calabria fa capire agli addetti ai lavori di avere i numeri giusti per far bene. Contro il Cittadella fa il suo primo gol in serie B, mentre diventa match winner di giornata nella gara con il Vicenza, dove firma la sua doppietta personale. Con il club emiliano conquista una storica promozione in serie A. Il 23 agosto del 2015 fa il suo esordio in massima serie, nella sconfitta per 5 a 2 sul campo della Sampdoria. Il 24 gennaio di quest’anno segna il suo primo gol in serie A, proprio a San Siro, agguantando il pareggio al 92esimo contro l’Inter di Roberto Mancini. Il 3 febbraio si ripete con la Fiorentina. Quest’anno sia in caso di salvezza o in caso di retrocessione del Carpi, la strada per Kevin è certamente spianata. È molto probabile che il suo futuro non sia in biancorosso. Con l’apertura del mercato estivo è quasi certo che molti club di A richiederanno il cartellino di questo giocatore che il Carpi prese per soli 25mila euro e che ora ne vale già 500 mila. Simone Novara

 

 

 

RUBRICHE - 2a Puntata - Dodò

17.03.2016

 

In questi ultimi anni in serie A si sta, progressivamente, affermando, il talento brasiliano Josè Rodolfo Pires Ribeiro, o come lo conoscono tutti: Dodò. Dotato di grande velocità e di una buona tecnica in fase di copertura, Dodò, terzino, anche se, a volte, non disdegna le incursioni nell’area avversaria, non è ancora riuscito a lasciare, definitivamente, il segno, nel massimo campionato nazionale. Complici gli infortuni e le circostanze, il vero potenziale del terzino, 24enne tarda ad emergere. Fra 2007 e 2009, il calciatore, nato a Campinas, cresce nel settore giovanile di due club rinomati come il Cruzeiro e il Corinthians. Sempre nel 2009, indossa la maglia dell’Under 17 del Brasile, con il quale vince l’oro nel campionato sudamericano di categoria, giocatosi in Cile. Il 4 marzo del 2010 fa il suo esordio nella prima squadra del Corinthians, nel match contro il Botafogo. Dopo sole 4 presenze accumulate viene girato in prestito al Bahia. Qui farà il suo primo gol e raccoglierà 15 presenze. Il 2012 è l’anno della possibile svolta: abbandona definitivamente il calcio brasiliano, per sbarcare in Italia. Il 3 luglio è, ufficialmente, di proprietà della Roma; svincolatosi proprio dal Corinthians, accetta un accordo quinquennale in giallorosso. Con il club della Capitale debutta il 28 ottobre del 2012, in Roma-Udinese, match perso dai padroni di casa per 3 a 2. Nel biennio passato alla Roma, Dodò collezione 30 presenze, tra campionato e Coppa Italia. Senza né infamia né lode, la sua avventura romana si chiude nel luglio del 2014, quando accetta la proposta dell’Inter. Il 20 agosto, in nerazzurro, segna nell’andata dei play off di Europa League, contro lo Stjarnan; nella fase a gironi, invece, sigla un gol ai francesi del Saint Etienne. Dopo questi due expluà, l’Inter lo relega spesso in panchina, complice la sua condizione fisica non sempre ottimale. Il 25 marzo 2015 subisce un intervento complesso di meniscectomia mediale e revisione del legamento crociato al ginocchio sinistro. La fase riabilitativa è particolarmente lunga, così per riacquistare ritmo di gioco e minutaggio, viene convocato dalla Primavera dell’Inter. Dopo la sua totale ripresa, l’atleta sembra però non rientrare nei piani tecnici di Roberto Mancini, così il 21 gennaio 2016, va in prestito alla Sampdoria. Il club blucerchiato, impressionato dal terzino brasiliano, in questi giorni, ha richiesto il rinnovo del prestito. Montella lo vuole a Genova anche per la prossima stagione. A fine anno l’Inter dovrà esercitare l’obbligo di riscatto versando 7,8 milioni di euro nelle casse della Roma. Simone Novara

 

 

 

RUBRICHE - 1a Puntata - Antonio Mirante

09.03.2016

 

Una sicurezza fra i pali, un gigante con i suoi 1,93 metri di altezza. Antonio Mirante, nato l’8 luglio del 1983, si può tranquillamente definire un girovago, visto che ha difeso le porte di un cospicuo numero di squadre dalla serie B alla serie A, girando spesso tra il nord e il sud Italia. Di Castellamare di Stabia, Antonio, già in tenera età si mette in evidenza nelle fila del Club Napoli Castellamare, la squadra della sua città natale. Dopo un breve periodo nel settore giovanile del Sorrento, nel 2000 è destinato, subito, ad un salto di qualità importante, che gli cambierà radicalmente la vita. A gennaio arriva la chiamata dalla Juventus. Un’offerta che Mirante non può rifiutare, così per ben tre anni, si farà le ossa nella primavera della Juve, con la quale vince il torneo di Viareggio. Nella stagione 2003/2004 viene promosso in prima squadra, ma ben presto capisce di non rientrare nei progetti tecnici della Signora. Così la società decide di girarlo in prestito in serie B, nel Crotone. In Calabria avviene la definitiva consacrazione di Antonio, il quale gioca la bellezza di 41 gare da titolare fisso. Il 28 agosto del 2005 avviene il tanto atteso esordio in serie A. In prestito al Siena, il super portiere di scuola juventina non delude le aspettative e fornisce una prestazione brillante in Siena-Cagliari, che terminerà 2 a 1 proprio per i senesi. La Juve sembra rendersi conto del suo potenziale nella stagione 2006-2007, quando il club di Torino, in serie B, lo sceglie come secondo di Gigi Buffon. Il 18 novembre del 2006 esordisce con la maglia bianconera in Albinoleffe-Juventus. Nel 2007 la Juventus lo gira in prestito alla Sampdoria. Con il club genovese Mirante esordisce anche in Coppa Uefa, nella partita contro lo Hajduk Split. Nel corso della stagione, il talento di Castellamare viene sostituito spesso da Castellazzi, che sembra dare al club blucerchiato maggiore stabilità. Dopo una stagione quindi, in cui conta soltanto 13 presenze in campionato, 4 in Coppa Italia e una in Coppa Uefa, il 30 giugno 2008 la Samp ripaga la fiducia dell’atleta e preleva interamente il suo cartellino. Con la maglia blucerchiata, inoltre, si farà valere, specialmente nel quarto di finale di Coppa Italia, giocatosi il 21 gennaio del 2009, quando Mirante si dimostra decisivo ai rigori, neutralizzando i tiri di Pepe e D’Agostino, Prestazione che farà staccare alla Samp il pass per la semifinale di Coppa. Il 19 luglio del 2009 passa al Parma e Guidolin decide di schierarlo subito titolare. Dopo 6 anni di buoni risultati, il 30 giugno 2015, viene svincolato dal Parma, fallito a causa dei debiti, e viene messo sotto contratto dal Bologna, con il quale ha, attualmente, un accordo quadriennale. Sul fronte della Nazionale, Antonio Mirante è stato convocato da Cesare Prandelli in occasione dell’amichevole con la Costa D’Avorio, giocatasi il 10 agosto del 2010. Simone Novara

 

 

 

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