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Brexit, ma non doveva essere una catastofe ?

01.07.2016

 

Il voto di mercoledì scorso cambierà e non di poco la cartina geopolitica dell’Europa. Tuttavia, una lettura trasversale fa si che certe cose già non tornino e che il famigerato crollo delle economie non vi è stato. In sostanza dopo il panico iniziale e l’inevitabile day horror dei mercati e delle valute legate alla Gran Bretagna, i mercati sembrano abbiamo assimilato la scissione (ricordiamo per ora virtuale solo frutto di un referendum popolare) e non abbiano più paura.

La borsa di Londra e la sterlina, già da qualche giorno hanno cambiato marcia, recuperando parte delle perdite del giorno dopo e sembrano andare a braccetto verso il territorio positivo. Le altre borse, italiana compresa, hanno seguito lo stesso trend, ma con qualche rallentamento che nulla centra con il Brexit. E’ proprio qui la differenza, ogni questione europea può avere ripercussione sui singoli mercati nazionali, troppo forte è il legame tra le borse e le decisioni politico economiche che le istituzioni UE prendono. In Gran Bretagna, il popolo si è evidentemente stufato di dover essere troppo legati a UE che al momento non è in grado di tutelare le singole esigenze delle economie nazionali, ma in cui l ‘unico “beneficio” è al momento quello di essere trascinati al ribasso per ogni questione transnazionale.

Vedremo, nei futuri mesi i prossimi sviluppi, ma di certo quello che rimane è un referendum se rimanere o no in UE, non spaventa più, almeno ora sappiamo che gli effetti immediati non sono cosi devastanti come tutti gli economisti e i burocrati europei avevano annunciato…

 

 

 

 

Cosa succede alla politica italiana?

08.06.2016

Non è difficile immaginare un’Italia dai mille volti, ma quello che è emerso dalla tornata elettorale delle amministrative di domenica, ha qualcosa di senza precedenti. Ogni realtà, ogni grande città coinvolta nel giudizio degli elettori, ha mostrato qualcosa di diverso, qualcosa di difficilmente paragonabile o standardizzabile a livello nazionale. Quello che emerge è una situazione confusa, dove si sono perse le distanze tra i partiti, e dove viene ribaltato quello che correttamente in molti pensavano prima del voto.

Nella capitale, un plebiscito accoglie la candidatura di Virginia Raggi, una giovane ragazza che legandosi alle idee del M5S, incarna l’idea di cambiamento e di “aria nuova”, che fa tremare i salottini romani da troppo tempo, ormai legati ai giochi di potere della vecchia politica romana. A resistere è il solo Giacchetti, anche se solo la scelleratezza della divisione del centro-destra ha escluso , la Meloni dal ballottaggio e dalla possibilità di formare una vera opposizione all’avanzata grillina.

A Bologna, il partito di Renzi, grande favorito alla vigilia, non sfonda al primo turno come nei pronostici ma lascia il posto a un ballottaggio tutt’altro che scontato con la candidata di Salvini. Stesso discorso a Torino dove Fassino non riesce ad avere la meglio alla prima tornata ma si prepara per una “battaglia dal sapor nazionale” con la candidata cinquestelle Appendino.

A Napoli, il PD addirittura affonda, umiliato dall’ex compagno De Magistris che con la sua lista civica, prende il 40% dei consensi. Sfiderà l’azzurro Lettieri in un ballottaggio dove il risultato sembra già scritto.

Infine, tornando nella nostra Milano, finalmente possiamo parlare di politica, come tutti la intendiamo. Il prossimo 19 giugno ci aspetterà una sfida all’ultimo voto, dove i candidati Parisi e Sala partono da una sostanziale parità e convergenza di programmi. Ecco allora, che il M5S sarà un'altra volta decisivo nella decisione del sindaco, questa voltà però non in prima linea ma dietro le quinte del magnifico panorama milanese.

Saranno giorni di manifestazioni, programmi, comizi, ma la vera differenza sarà data dalle scelte dei partiti, che giocheranno un ruolo chiave in tutte le piazze, se non in prima linea con i propri sindaci, almeno da registi per le scelte altrui… E se veramente ci fosse un’alleanza contro il governo come in molti sostengono? Parola agli elettori, il voto è il diritto di tutti di esprimersi.