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PMI Lombarde

Le novità per le PMI Lombarde

 

Qui troverai le principali novità e informazioni

sulle PMI Lombarde.

 

SOCIETA’ - La sicurezza è importante!

27..04.2016

In occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, in calendario il 28 aprile, la Romeo Safety Italia S.r.l. ha pensato di organizzare un evento per i più per i più piccoli dal titolo Crescere In Sicurezza. Dalle ore 15.00 alle ore 18.00, il 30 aprile in Via Imperia 25, tantissime saranno le attività pensate e organizzate per far capire attraverso il gioco, a grandi e piccini quanto importante è la sicurezza, non solo al lavoro, ma anche a casa o a scuola, e in tutti i luoghi che abitualmente frequentiamo.E dopo le fatiche del gioco, merenda e aperitivo per tutti. E’ un’evento gratuito ma con posti limitati.Cresciamo tutti insieme in sicurezza! Rosanna Di Franco

 

INAIL - Infortuni in caso di trasferta di lavoro come comportarsi

Marzo 2016

Capitano infortuni che spesso si verificano in trasferta o in missione non possono essere omologati a quelli che accadono nel tragitto tra casa e luogo del lavoro, o viceversa, ma devono essere invece considerati allo stesso modo di quelli che avvengono in occasione di lavoro. Questo significa che gli infortuni avvenuti in trasferta devono essere anche indennizzati come quelli occorsi sul luogo di lavoro. La principale differenza tra gliinfortuni in itinere e quelli in trasferta è che ad essere indennizzati come quelli avvenuti sul luogo di lavoro sono anche gli incidenti avvenuti nel corso del tragitto dalla dimora temporanea occupata per motivi di lavoro, ovvero imposta dall’azienda ad esempio l’hotel, ed il luogo in cui viene svolta la prestazione lavorativa. Questo perché con la definizione di incidente occorso “in occasione di lavoro” si intendono l’insieme di circostanze e di situazioni in cui le attività o le loro modalità di organizzazione impongono comportamenti specifici che espongono al rischio. La tutela prevista in caso di infortuni sul luogo del lavoro deve essere quindi estesa alle trasferte poiché tutto quello che avviene nel corso della missione – dall’inizio alla sua conclusione, ovvero da quando il lavoratore esce dalla casa di abitazione fino a quando vi fa rientro – deve ritenersi accessorio all’attività lavorativa e alla stessa funzionalmente connesso. Fondamentalmente si assume che il lavoratore abbia alcuna libertà di scelta né margini di discrezionalità: dal percorso da effettuare al mezzo di trasporto utilizzato, fino al luogo nel quale pernottare. L’INAIL chiarisce poi che non può essere classificato come indennizzabile qualsiasi incidente occorso in missione o trasferta: devono essere rispettati i criteri di ragionevolezza che dipendono dall’analisi di ogni singola situazione. L’incidente non può essere indennizzato come uno occorso sul luogo di lavoro nel caso in cui questo si verifichi nel corso dello svolgimento di un’attività che non ha alcun legame funzionale con la prestazione lavorativa (o con la costrittività organizzativa) o nel caso di rischio elettivo, ovvero riconducibile a scelte personali del lavoratore, irragionevoli e prive di alcun collegamento con la prestazione lavorativa. Ad esempio la scelta di un luogo di ristorazione eccessivamente lontano dall’hotel, nonostante la disponibilità di ristoranti vicini alla sede della missione o all’albergo, viene considerata come un’esposizione al rischio derivante dalle scelte personali del lavoratore che non possono trovare giustificazione con lo svolgimento della mansione professionale.

 

TFR- Trattamento di Fine Rapporto anche durante il periodo di cassa integrazione

Febbraio 2016

Poiché il lavoratore matura ilTFR (Trattamento di Fine Rapporto) anche durante il periodo di cassa integrazione (ordinaria o straordinaria), un’azienda, può richiedere il rimborsodelle relative quote versate anche se nel frattempo è stata sottoposta alleprocedure concorsuali (fallimento, liquidazione e via dicendo): lo specifica il Ministero del Lavoro nell’interpello33/2014, in risposta a un quesito formulato dai Consulenti del Lavoro.

Il datore di lavoro può chiedere all’INPS il rimborso TFR delle quote maturate durante la CIG Straordinaria precedente al licenziamento. L’articolo 2, comma 2, legge 464/1972 (integrazione salariale e trattamento di disoccupazione), prevede infatti che:

Questo rimborso non può essere chiesto se nel frattempo è intervenuto «un evento che interrompe la continuità cronologica della sospensione dal lavoro quale, ad esempio, la rioccupazione presso la medesima azienda». Non sono considerati eventi che interrompono la continuità della sospensione, la maternità e le festività. Altra causa di decadenzadal rimborso è quella in cui l’impresa metta il lavoratore in mobilità nel periodo compreso fra la fine del 12esimo mese successivo a quello di emanazione del decreto di concessione della CIGS e la fine del 12° mese successivo a quello del completamento del programma di risanamento dell’ unità produttiva. Fuori da questi limiti, resta il diritto al rimborso TFR per le quote maturate durante il periodo di cassa integrazione. Fonte: interpello Ministero del Lavoro 33/2014

 

PENSIONI - Contributo minimo annuo per le varie categorie di lavoratori autonomi.

Febbraio 2016

I più penalizzati dalle aliquote INPS 2016 sono i lavoratori parasubordinati senza partita IVA, per i quali l’aliquota sale al31,72% (31% + aliquota aggiuntiva 0,72%), un punto percentuale in più rispetto al 30,72% versato nel 2015. La normativa di riferimento è l’articolo 2, comma 57, della legge 92/2012, che prevede incrementi analoghi anche per i prossimi anni: l’aliquota per questa categoria di lavoratori salirà al 32,72% nel 2017 e al 33,72% nel 2018. Se il lavoratore è iscritto anche a un’altra forma previdenziale oppure è unpensionato, l’aliquota sale in misura inferiore, portandosi al 24% (dal 23,5% del 2015). Attenzione: l’aliquota del 24% si applica a tutti i lavoratori autonomi iscritti ad alla gestione o pensionati, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno la Partita IVA. Il riferimento normativo in questo caso è l’articolo 1, comma 491, della legge 147/2013, (Legge di Stabilità`2014), che ha modificato le precedenti normative portando l’aliquota al 24%. Gli autonomi a Partita IVA, invece, continueranno nel 2016 a versare il27,72% già previsto negli anni scorsi, in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 203, della Legge di Stabilità 2016 (208/2015). L’anno prossimo, però, scatterà un aumento di due punti, portando quindi il prelievo contributivo al 29,72%, e nel 2018 scatta l’equiparazione con i collaboratori senza partita IVA, con aliquota al 33,72%. Come è noto, il contributo alla Gestione Separata è per due terzi a carico dell’azienda e per un terzo a carico del collaboratore. Nel caso dei collaboratori parasubordinati, il versamento è comunque effettuato dal datore di lavoro, entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite modello F24 telematico. I liberi professionisti invece versano autonomamente il contributo, sempre utilizzando il modello F24, in sede di versamento delle imposte sui redditi. Massimale e minimale restano invariati: il massimale 2016 è pari a 100mila 324 euro (quindi l’aliquota si applica fino al raggiungimento di questo tetto), mentre il minimale è di 15mila 548 euro contributo minimo annuo per le varie categorie di lavoratori autonomi.

 

FINANZIAMENTI UE- Convegno per capire come funzionano i fondi comunitari

Gennaio 2016

Interessantissimo evento in Lombardia e in Provincia di Varese. Infatti ci si trova per capire come funzionano i finanziamenti UE all’imprese e studiare come funzionano. Obiettivo dell’evento è migliorare le conoscenze degli iscritti in tema di fondi UE, grazie anche alla presenza dello Studio Cherchi & Partners, studio legale di Bruxelles: si parlerà anche della Legge di Stabilità per quanto concerne l’equiparazione dei professionisti alle piccole imprese proprio in tema difinanziamenti comunitari. Il convegno si terrà il 27 gennaio 2016, alle ore 14, presso la Sala Borghi di Malpensafiere, in Via XI Settembre 16 a Busto Arsizio (VA).

 

NORME E TRIBUTI - L’eliminazione dello split payment IVA

Gennaio 2016

Anche le CGIA lombarde dopo la decisione del CNA, chiede l’eliminazione dello split payment IVA. Infatti secondo i calcoli dell’associazione solo nei primi 11 mesi del 2015 è costato alle imprese circa 5,8 milioni di euro di mancati anticipi (gettito incassato direttamente dallo Stato), un danno a cui si aggiunge la beffa dei tradizionali ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione (che ora paga l’IVA direttamente all’Erario). Si moltiplicano così le critiche all’obbligo di split payment per forniture alla PA – meccanismo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 - con contestuali richieste di abolizione.

Inoltre, scontano un mancato incasso IVA che peggiora la già grave crisi di liquidità in cui versano da anni, soprattutto le PMI. Il meccanismo dello split payment IVA è stato deciso per contrastare l’evasione fiscale (una volta incassata l’IVA dal committente pubblico, l’azienda fornitrice potrebbe non versarla all’Erario), ma il problema è più ampio. Consigliamo approfondimenti in merito per capire come eliminare lo split del pagamento dell’IVA.

 

LAVORO- Come calcolare lo stipendio netto partendo dal RAL lordo

Gennaio .2016

In fase di contrattazione, al momento della stipula di un nuovo contratto, datore di lavoro e assunti concordano laretribuzione annua e solitamente si parla di lordo (RAL) ma ad essere concordato può essere anche il netto mensile; altre volte ad essere concordato è un aumento in busta paga, netto o lordo. In tutte queste situazioni, la corrispondenza trastipendio netto e lordo segue preciseregole, che cambiano in base a diversi elementi, ad esempio a seconda del rapporto instaurato: dipendente, di collaborazione o a partita IVA.

Dunque, per calcolare in maniera esatta il netto in busta paga è necessario conoscere tutti gli elementi specifici legati ai singoli contratti o inquadramenti particolari per autonomi e professionisti. Sottolineiamo poi che, per il calcolo effettivo delle tasse che il lavoratore dovrà versare a fine anno, devono essere considerati anche gli altri eventuali altri redditi percepiti.

 

 

SOCIETA'- Posta elettronica: uso e controllo email aziendale

Gennaio .2016

Una sentenza europea ritiene compatibile l’ingresso del datore di lavoro nell’account (email) aziendale del dipendente con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, purché l’intervento abbia portata limitata: si aggiunge un nuovo tassello alla giurisprudenza relativa all’utilizzo che il datore può fare della posta elettronica di lavoro, con particolare riferimento a poteri di controllo e rispetto della privacy. Sul tema, l’ufficio studi dei Consulenti del Lavoro propone un approfondimento, con tanto di comparazione con le regole in diversi paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia.

La normativa italiana in materia è contenuta nel Jobs Act, che ha riformato l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di controllo dipendenti a distanza, mentre le linee guida del Garante Privacy prevedono specifici capitoli sull’email aziendale. In estrema sintesi, il datore di lavoro non è sottoposto a vincoli nella possibilità di ricorrere a tecnologie che servono per la normale prestazione lavorativa su pc o smartphone, tuttavia eventuali software di controllo della navigazione o della posta elettronica vanno considerati alla stregua degli impianti di videosorveglianza, per i quali servono specifiche procedure (accordo sindacale o autorizzazione dalla DTL).In ogni caso, il dipendente deve essere informato su tecnologie e modalità di controllo aziendali.La sentenza europea riguarda un caso particolare, ossia il licenziamento di un dipendente che aveva utilizzato l’email aziendale per scopi privati, con successivo ricorso alla Corte di Strasburgo contro l’impresa che aveva controllato, a suo avviso indebitamente, la posta elettronica. La Corte riconosce che il diritto alla corrispondenza comporta lariservatezza, in base all’articolo 8 della Convenzione, che riguarda anche telefonate ed email dagli uffici. Fra l’altro, nel caso in esame, il datore di lavoro non aveva avvertito il lavoratore del controllo.

SOCIETA'- Scopriamo cosa e un NDA per le aziende

Gennaio .2016

I rapporti tra aziende si sviluppano sotto profili molteplici data la necessità di creare relazioni commerciali, sia che si tratti di grandi imprese (subappalti, esternalizzazione di servizi, ecc.), PMI (scambi B2B), partner o reti di impresa. In ogni caso emerge un denominatore comune: in qualunque caso, ci si scambia informazioni di business spesso rilevanti (es.: cataloghi, progetti, modalità di erogazione dei servizi, brevetti…). Emerge dunque come sia di fondamentale importanza, prima di condividerle, redigere opportuni accordi di non diffusione (NDA – Non Disclosure Agreement) in modo che la riservatezza e segretezza di ciò che concerne i propri affari sia tutelato.

A seconda della situazione, il Non Disclosure Agreement verrà costruito in maniera diversa soprattutto se i contraenti non operano nello stesso Paese o addirittura fuori dall’Unione Europea. In questo caso sarà di estrema importanza fissare in maniera inequivoca la legge applicabile ed il foro competente per le eventuali controversie. L’NDA è comunque un contratto e come tale è inevitabilmente influenzato dai rapporti di forza contrattuale in gioco. Nel caso specifico, il corpo dell’accordo cambia se una sola parte trasferirà le proprie informazioni o se il trasferimento è reciproco. Sotto questo profilo, possono individuarsi due grandi categorie di NDA: quello unilaterale e mutual.

 

SOCIETA'- I rimborsi chilometrici delle aziende, tassazione e deducibilita

Gennaio .2016

I rimborsi chilometrici sono concessi aldipendente o o professionista per l’utilizzo del veicolo (di proprietà, a noleggio…) per svolgere attività di lavoro. Nell’indennità chilometrica non sono compresi pedaggi autostradali e tariffe dei parcheggi ma i seguenti costi: carburante; pneumatici; riparazioni e manutenzione; quota ammortamento capitale; quota interessi sul capitale investito; assicurazione RCA; tassa automobilistica.

Non serve autorizzazione su tragitto e tipo di autovettura ma è necessario che la liquidazione del rimborso sia certificata sulla base della percorrenza, del tipo di veicolo utilizzato e del relativo costo chilometrico (Circolare n. 326/E del 1997).Il trattamento fiscale da applicare ai rimborsi chilometrici, la tassazione applicata al dipendente è diversa rispetto a quella dell’impresa. La norma di riferimento è l’articolo 95, comma 3 del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi). Le spese devono essere documentate con fatture, scontrini, incarichi o note spese, a pena di indeducibilità. L’ammontare deducibile equivale al costo di percorrenza per autoveicoli di potenza massima non superiore a 17 cavalli se la vettura è a benzina, non superiore a 20 cavalli se a diesel.

 

SOCIETA'- Come funzionano le verifiche INPS sulla cassa integrazione

Gennaio .2016

Ai fini dell’istruttoria, le domande di cassa integrazione (CIGO) pervenute dal 7 dicembre 2015, l’unità produttiva deve essere registrata per la prima volta come nuova unità (punto 1.4, circolare INPS 197/15) al fine di definire i requisiti di anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni; calcolare i limiti massimi di utilizzo dell’ammortizzatore sociale (quinquennio mobile, 52 settimane nel biennio, un terzo delle ore lavorabili); definire l’incrementodel contributo addizionale (messaggio INPS 7336/15).

Inoltre, l’indirizzo dell’unità produttiva deve coincidere con quello della sede legale. Diversamente, l’INPS verificherà, valutando anche i dati preesistenti negli archivi dell’Istituto, che l’indirizzo si riferisca a uno stabilimento diverso, una filiale o un laboratorio distaccato dalla sede, che abbia un’organizzazione autonoma (punto 1.4 della circ. 197/15).Nel settore edilizia e affini, per la qualificazione dei cantieri come unità produttiva, la costituzione e il mantenimento degli stessi deve seguire un contratto di appalto e i lavori devono avere una durata minima di almeno 6 mesi. Tali caratteristiche devono essere dimostrate dall’azienda allegando alla domanda la documentazione probatoria

SOCIETA'- Fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione

Dicembre .2015

Le fatture elettroniche sono una tipologia di fatture la cui emissione è obbligatoria, a partire dal 31 marzo 2015, per tutti coloro che svolgano prestazioni per conto della Pubblica Amministrazione e degli Enti Pubblici.

Per il flusso di questa tipologia documenti è stato istituito il SdI, Sistema di interscambio, gestito da Sogei.

Questa piattaforma, rispetto alle incertezze e all’assestamento iniziale, è stata in grado di gestire in modo ottimale il consistente aumento degli utenti, degli uffici destinatari di fatture elettroniche e dei fornitori della Pubblica Amministrazione. Un riscontro concreto di questa ottimizzazione nella gestione efficace del processo di fatturazione elettronica alla PA si ritrova analizzando i numeri che proponiamo di seguito:

Si è passati da una media di 18mila file ricevuti a marzo 2015 a 87mila file ricevuti ad ottobre 2015 e le previsioni indicano un ulteriore aumento nel corso dei prossimi mesi.

Dal 30 marzo al 9 novembre 2015 sono inoltre aumentati del 156% gli uffici destinatari di fatture elettroniche

Dal 30 marzo al 9 novembre 2015 è aumentato del 451% il numero dei fornitori di fatture elettroniche

Dal 6 giungo al 9 novembre 2015 è andato rimpicciolendo il rapporto tra i file scartarti e quelli ricevuti dal Sistema di interscambio, passando dal 9,2% a inizio periodo al 5,4% a fine periodo

Nello stesso periodo il Sid ha ricevuto più di 20,4 milioni di file da convertire in fatture elettroniche

La pratica di emettere fatture elettroniche sta pertanto diventando una pratica sempre più diffusa, mentre si accorcia la distanza dell’Italia verso l’obiettivo finale della completa digitalizzazione.

Aumentare le proprie capacità digitali significa, non solo per le PA ma anche per privati di piccole, medie e grandi dimensioni, investire in capitale innovativo risparmiando risorse, tempo e spazio, guadagnando dunque in efficienza.

 

Dicembre 2015

Potrà essere utilizzato a partire da 1° gennaio 2016 il credito d’imposta per ricerca e sviluppo destinato alle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Il bonus va fruito in compensazione compilando il modello F24.

Sono ormai maturi i tempi per portare in compensazione il credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Per gli investimenti effettuati nel 2015, infatti, la finestra si apre all’alba del 1° gennaio 2016. Da quel momento le imprese potranno beneficiare dell’agevolazione pari al 25% delle spese incrementali sostenute nel periodo 2015-2019 rispetto alla media realizzata nei tre anni precedenti. L’aliquota è elevabile al 50% per le spese relative all’impiego di personale qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca con università o altri enti equiparati e con start-up innovative. Con la Risoluzione 97/E del 25 novembre 2015 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo da indicare nel modello F24 al fine portare in deduzione il credito d’imposta. Si tratta, nello specifico, del codice tributo 6857 denominato “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3 D.L. 23/12/2013, n. 145″. Il codice deve essere esposto nella sezione Erario in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Sono ammesse al beneficio le seguenti attività:

•lavori sperimentali o teorici finalizzati principalmente all’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza applicazioni o usi commerciali diretti;

•ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero permettere un miglioramento di quelli esistenti;

•acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo di conoscenze e di capacità esistenti scientifiche, tecnologiche e commerciali al fine di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;

•produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Infine si ricorda che il credito d’imposta spetta fino all’importo massimo di 5 milioni di euro per impresa a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo ammonti almeno a 30.000 euro per ogni periodo d’imposta per cui si intende fruire del beneficio ed ecceda la media degli investimenti della medesima natura realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

 

SOCIETA'- Quanto costa aprire una partita IVA nel 2015

Novembre .2015

La Partita IVA da sempre identifica un soggetto fiscale, lavoratore autonomo o ditta individuale, riconoscibile da una una sequenza alfanumerica preceduta dalla sigla dello stato di appartenenza.

L’apertura – richiesta all’Agenzia delle Entrate mediante apposito modello – non comporta costi, ma ci sono nel breve e nel medio termine una serie di altre spese correlate al mantenimento, vediamole nel dettaglio.

Se si affida l’incarico di aprire la Partita IVA ad un commercialista è bene tener conto del suo onorario, che può variare in base alla piazza o al professionista: alcuni potrebbero chiedere 200 euro altri potrebbero addirittura non chiedere nulla. E’ possibile ad ogni modo aprirla in completa autonomia seguendo questi semplici passaggi: individuare il proprio codice atecofin, scaricare il Modello Apertura partita IVA AA9, compilarlo e presentarlo all’Agenzia delle Entrate di competenza, senza sostenere ulteriori costi iniziali.

La spesa principale e necessaria è quella relativa al mantenimento della Partita IVA, diretta conseguenza della mole di lavoro che la gestione della ditta individuale comporta. Tra gli aspetti che contribuiscono in questo caso alla variazione del costo del commercialista: la tipologia di attività, il regime fiscale prescelto, il volume d’affari prodotto, il numero di fatture annue e la presenza di eventuali operazioni con l’estero.

 

SOCIETA'- Il coaching per le aziende lombarde

Novembre .2015

Avete probabilmente sentito parlare dicoaching, counseling, mentoring, a volte come sinonimi a volte in modo molto diverso tra loro: vediamo in cosa consistono questi interventi, a chi sono rivolti e quando conviene utilizzarli.

Coaching

Il coaching è un intervento che ha l’obiettivo di supportare le persone amigliorare una o più competenzemanageriali o gestionali. La gestione dei collaboratori e del tempo, la delega, ad esempio. Il patto o contratto tra il professionista ed il coachee riguarda obiettivi specifici sulla base di valutazioni interne, esperte (ad esempio un bilancio di competenze o un assessment center) o individuate dalla persona. Il percorso può essere individuale o di gruppo (team di progetto, ruppi di clienti e fornitori interni…) e mira, oltre all’ascolto e alla comprensione, allo sviluppo delle potenzialità attivando modalità diverse di comportamento e azione nel contesto professionale.

 

SOCIETA'- Regole per l'uso a scopo personale dell’email aziendale

Novembre .2015

In caso di uso a scopo personale dell’email aziendale è possibile ritenere proporzionata e sufficiente l’applicazione di una sanzione disciplinare conservativa, senza arrivare allicenziamento, a patto che la condotta del dipendente non abbia prodotto un danno serio e quantificabile, il che giustificherebbe il licenziamento per giusta causa ex.art. 2119 del codice civile. In sostanza il licenziamento per giusta causa, ex.art. 2119 cod.civ. è da considerarsi illegittimo a meno che non vengano elementi addizionali per legittimare un’interruzione in tronco del rapporto di lavoro. È il caso, ad esempio di un grave danno conseguente all’interruzione ingiustificata della prestazione lavorativa, o all’utilizzo della casella a fini personali ed illeciti, come la commissione di un reato.

SOCIETA'- Le società Lombarde e Milanese nascono ora via web

Novembre .2015

Una collaborazione, quella tra Comune, Camera di Commercio di Milano e Infocamere, mirata ad una sempre maggiore semplificazione del rapporto tra il cittadino-imprenditore e l’istituzione: uno snellimento burocratico che punta ad abbattere costi e tempi.

Il nuovo sportello virtuale sarà l’interfaccia unica di riferimento per i procedimenti legati all’esercizio di attività produttive (avvio, modifiche, subentri, cessazioni) e prestazione di servizi oggi gestite dal SUAP di Milano. Uno strumento utile ed innovativo che mira a semplificare e uniformare le procedure nonché a diminuire gli errori di compilazione da parte dei richiedenti attraverso la compilazione guidata e il costante interscambio informativo tra il SUAP e il Registro delle Imprese/REA. La circolarità informativa tra i due sistemi anagrafici consente di evitare, infatti, al cittadino e all’impresa di produrre certificati e documenti già in possesso della Pubblica Amministrazione, permettendo al contempo agli Enti preposti l’accesso a tutti i dati necessari per operare i controlli dovuti.

Si realizzerà gradualmente, in questo modo, la creazione del “fascicolo informatico d’impresa” previsto dal legislatore: un fascicolo telematico, consultabile in ogni momento da tutti i soggetti coinvolti, in cui la gestione delle pratiche e la conservazione a norma consentono di incrementare l’efficienza e la qualità del servizio offerto dalle Pubbliche Amministrazioni. Dopo un breve periodo di compresenza con altre modalità di trasmissione attualmente utilizzabili, la piattaforma “impresainungiorno” diventerà l’unica modalità di trasmissione accettata dal SUAP del Comune di Milano.

 

Il sito, già attivo a livello nazionale per le Camere di Commercio, sarà accessibile da oggi agli imprenditori anche attraverso il portale “Fare Impresa” del Comune di Milano (http://fareimpresa.comune.milano.it/joomla/).

 

SENTENZE - La corte di cassazione legittima risarcimento demansionamto

Novembre .2015

E’ legittima la richiesta di risarcimento deldanno biologico da parte di un lavoratore sottoposto a undemansionamento professionale, anche in assenza di mobbing: lo stabilisce la Corte di Cassazione (sentenza n. 22635del 2015). Nel caso in oggetto, è stata ritenuta ricompresa nella domanda di risarcimento da preteso mobbing anche quella, di portata e contenuto meno ampio, di danni dademansionamento professionale,conseguente allo stato di inattività o scarsa utilizzazione del lavoratore.

 

BANCHE - Accordo tra UniCredit e DEinternational Italia per favorire le PMI italiane.

Ottobre .2015

UniCredit e DEinternational Italia, società controllata dalla Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien), hanno firmato un accordo di collaborazione per favorire la crescita internazionale delle Pmi italiane. L’accordo prevede la fornitura da parte di DEinternational Italia alle imprese segnalate da UniCredit di una serie di servizi finalizzati a definire con precisione e a realizzare con successo progetti di commercializzazione dei propri prodotti e piani di espansione sui mercati tedesco, svizzero e austriaco. Sono circa 9mila le imprese individuate da UniCredit come potenzialmente interessate a espandere la propria attività su questi mercati: a tali imprese verrà proposto, per il tramite delle strutture professionali di DEiInternational Italia, un servizio di consulenza che spazia dalle analisi di mercato alla creazione di strutture commerciali, dallo scouting per operazioni di M&A all’advisory fiscale e legale, dall’individuazione dei partner commerciali all’acquisizione di clienti.

 

EQUITALIA - Si puo richiedere la dilazione delle cartelle di Equitalia.

Ottobre .2015

Vengono finalmente rese note, grazie a un comunicato stampa, le nuove opportunità per i contribuenti che intendono rateizzare le cartelle esattoriali ai sensi del D.Lgs. n. 159/2015 “Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione”.

Questa nuova possibilità concessa, vede coinvolti i contribuenti decaduti dal beneficio negli ultimi due anni. Ma attenzione ci sono novità anche per i nuovi piani: ovvero è possibile essere riammessi saldando le rate scadute.

 

Più in particolare, l’opportunità di essere riammessi alle rate riguarda:

•contribuenti decaduti dal beneficio tra il 22 ottobre 2013 e il 21 ottobre 2015 possono chiedere nuovamente una dilazione delle somme non versate fino a un massimo di 72 rate mensili, presentando apposita la domanda entro il 21 novembre (unico limite: il nuovo piano concesso non è prorogabile e si decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive);

•nuovi piani di rateazione concessi a partire dal 22 ottobre 2015, dopo 5 rate non pagate anche non consecutive si decade, ma è possibile essere riammessi in qualsiasi momento saldando le rate scadute;

•il contribuente che ha ottenuto una sospensione giudiziale o amministrativa può interrompere i pagamenti delle rate limitatamente ai tributi interessati, per tutta la durata del provvedimento (allo scadere della sospensione può chiedere di rateizzare il debito residuo fino a un massimo di 72 rate).

 

La dilazione può essere richiesta utilizzando i moduli disponibili allo sportello o nella sezione Rateizzazione – Modulistica presente nell’Area Cittadini e nell’Area Imprese del sito Equitalia.

 

 

PREMI PRODUZIONE 2016 - Nuova detassazione per i premi produzione 2016

Ottobre .2015

Dopo lo stop per l’anno 2015 risorse per carenza di, la Legge di Stabilità ha ripristinato per il 2016 la detassazione dei premi produttività, una delle misure tra le più attese per questa manovra finanziaria per la quale il Governo ha stanziato 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi. Oltre al ripristino della detassazione dei premi produttività, la Legge di Stabilità 2016 ha previsto anche l’ampliamento della platea di beneficiari, innalzando l’asticella dei redditi ammessi all’incentivo a quelli fino a 50mila euro lordi annui.

 

Da quando è stato istituito l’incentivo (art. 2 D.L. n. 93/2008), con l’intento di favorire la produttività delle aziende, fino ad oggi il tetto massimo si era aggirato tra i 30mila ed i 40mila euro, escludendo così i quadri che invece ora possono godere dell’agevolazione fiscale. Il limite massimo di importo che potrà essere assoggettato a tassazione agevolata del 10%, se legato al raggiungimento di obiettivi di produttività e redditività aziendali, è stato fissato a 2.500 euro (2.000 euro lordi per le aziende che non coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Stesso limite e stessa aliquota agevolata (imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%) per gli utili distribuiti dalle aziende ai dipendenti.

 

La Legge di Stabilità 2016 ha inoltre stabilito che:

•le somme e i valori dei fringe benefit concessi ai dipendenti (art. 51, comma 2 D.P.R. n. 917/1986) e quelli di importo non superiore a 258 euro (art. 51, comma 3 ultimo periodo D.P.R. n. 917/1986) non concorrono, entro questi limiti, a formare il reddito di lavoro dipendente, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme detassate;

•i premi produttività, fino al limite massimo di 2.000 euro (2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del lavoratore o del suo nucleo familiare ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (ISEE);

•resta fermo il computo dei predetti redditi ai fini dell’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Così come in passato, i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le modalità attuative della nuova disposizione, compresi gli strumenti e le modalità di partecipazione all’organizzazione del lavoro saranno stabiliti con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

APPRENDISTATO -Dal 2016 cambiano le regole e i vantaggi per l’apprendistato

Ottobre .2015

Con il decreto attuativo del Jobs Act (articolo n. 32 DL 150/2015 di riordino delle politiche attive del lavoro) tra le novità per il mondo del lavoro ha previsto una serie di incentivi volti a promuovere il ricorso ai contratti di apprendistato.

 

Così i datori di lavoro che stipulino contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma o la specializzazione tecnica superiore tra il 24 settembre 2015 e il 31 dicembre 2016 potranno contare su:

•l’esenzione dal contributo di licenziamento di cui all’articolo 2, commi 31 e 32, della legge n. 92 del 2012;

•la riduzione dell’aliquota contributiva del 10% di cui all’articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al 5%;

•lo sgravio totale dei contributi a carico del datore di lavoro di finanziamento dell’ASpI di cui all’articolo 42, comma 6, lettera f), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e dello 0,30 per cento, previsto dall’articolo 25 della legge n. 845 del 1978;

•lo sgravio pari allo 0,30% delle aliquote contributive previste dall’articolo 25 della legge n. 845 del 1978, per favorire l’accesso al Fondo sociale europeo e al Fondo regionale europeo dei progetti realizzati dagli organismi dell’Unione Europea.

 

Gli incentivi riguardano esclusivamente le assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

 

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