F1 - Stagione 2017

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F1 Stagione 2017

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Le notizie sugli eventi a Milano

F1 - SUICIDIO FERRARI, DI CHI È COLPA ?

19.09.2017

La notte di Singapore si trasforma in un vero e proprio incubo per la Ferrari. Doveva essere il Gran Premio del riscatto dopo le due tappe europee: Belgio e Italia, andate, come da programma, alla Mercedes. Il sabato in qualifica un grande Vettel ha ottenuto la pole, relegando Hamilton in terza fila. Scenario migliore non poteva prefigurarsi. Eppure tutti i sogni e le velleità ferrariste sono andati in frantumi pochi secondi dopo la partenza. Si spengono i semafori, ottimo spunto di Raikkonen che passa Ricciardo e si affianca a Verstappen secondo, Vettel non parte benissimo, si sposta a sinistra, forse troppo, per chiudere la traiettoria a Verstappen, ne esce un patatrac collettivo. Di chi è veramente la colpa? Ricordiamo che gli steward a fine gara non hanno voluto punire nessuno, inquadrando l’accaduto come semplice incidente di gara. Però il rammarico resta, Hamilton senza più rivali va a vincere il terzo gp di fila, e portandosi così a +28 da Vettel. Un suicidio quello della Ferrari, che non vedeva un doppio ritiro dal 2015, al gp del Messico. Un risultato che fa male, anche perché con ancora 6 gp da disputare la strada si fa tutta in salita per la Rossa. Per quanto riguarda l’incidente, non si può oggettivamente dare tutta la colpa a Verstappen. Vettel era in pole e chiudendo eccessivamente la traiettoria ha corso un rischio inutile, considerando che il giovane olandese della Red Bull non ha nulla da perdere in questo campionato, mentre il tedesco della Ferrari, ha praticamente buttato via un mondiale. Verstappen si è trovato in mezzo e di certo non poteva sparire fra le due Ferrari, per contro è anche vero che l’alfiere della Red Bull ha ritardato troppo la frenata, cambiando repentinamente la direzione colpendo quindi Kimi. L’unico da sollevare dal banco degli imputati è di certo Raikkonen. A podio quindi vanno Bottas, che conquista un terzo posto, senza aver brillato particolarmente, secondo Ricciardo, mai capace di tenere testa ad Hamilton. Hamilton vince e ringrazia.Simone Novara

 

F1- MONZA: MONOLOGO MERCEDES

05.09.2017

A Monza non c’ davvero storia. La Mercedes chiude il gp d’Italia e la “stagione europea” con una doppietta, primo Hamilton secondo Bottas, risultato mai messo in discussione, già nei primi giri. La Ferrari è mancata tanto il sabato in qualifica, sotto il diluvio. In gara forse ci si aspettava qualcosa di più. Vettel è riuscito a sopravanzare Stroll e Ocon, poi non è mai stato in grado di tenere il ritmo di Bottas, tanto meno quello di Hamilton. Al traguardo Lewis Hamilton, che mette a segno la sua 59esima vittoria in carriera, stacca il tedesco della Ferrari di ben mezzo minuto. Un ritorno alla realtà, che conferma come in certi circuiti veloci, Monza è la pista più veloce in assoluto in calendario, le Frecce d’Argento non conoscono ancora rivali. Ottima la prestazione della Red Bull, che mette le ali con Ricciardo, quarto, eccezionale la performance dell’australiano se si pensa che partiva dal fondo. Monza inoltre consegna la leadership del mondiale piloti proprio ad Hamilton. Ora il “martello inglese” ha 3 punti di vantaggio su Vettel. La partita è ancora aperta, a sette gare dalla fine del mondiale. Fra due settimane il Circus si sposterà in Asia, a Singapore, circuito cittadino, più consono alle caratteristiche delle Rosse. La Ferrari non può permettersi di sprecare altre occasioni. Simone Novara

 

F1-RAIKKONEN CORRERA’ IN FERRARI ANCHE NEL 2018

22.08.2017

Come ci si aspettava, non ci sono sorprese o rivoluzioni alla Ferrari. Il pilota finlandese, tra i protagonisti di questa stagione, correrà con la Rossa anche nel 2018. «Nella prossima stagione sportiva - spiega una nota della Ferrari - sarà quindi impegnato nel Campionato mondiale di F1 con il team di Maranello» previsto. La Ferrari rinnova il contratto di Kimi Raikkonen per un altro anno. Il pilota finlandese, tra i protagonisti di questa stagione, correrà con la Rossa anche nel 2018. «Nella prossima stagione sportiva - spiega una nota della Ferrari - il pilota finlandese sarà quindi impegnato nel Campionato mondiale di F1 con il team di Maranello». Con il prossimo anno Kimi sarà all’ottava stagione come pilota Ferrari, complimenti al nostro pilota, ottimo scudiero. Redazione

 

F1: GARA PAZZA A BAKU

26.06.2017

Trionfa Riccardo, alla guida della Red Bull, quinta vittoria in carriera per lui. Seconda la Mercedes di Valtteri Bottas davanti alla Williams di Lance Stroll. Quarto Sebastian Vettel su Ferrari, quinto Lewis Hamilton sull'altra Mercedes. Ritirato Kimi Raikkonen sull'altra Ferrari. Sesto posto per Esteban Ocon su Force India, sesto invece Kevin Magnussen sulla Haas. Completano la top ten Carlos Sainz Jr ottavo sulla Toro Rosso, Fernando Alonso nono sulla McLaren e Pascal Wehrlein decimo sulla Sauber. Nella classifica del Mondiale Vettel comanda ora con 15 punti di vantaggio su Hamilton. Il Gp di Baku è stato comunque pieno di sorprese. Nel corso del 23° giro i commissari hanno fermato la gara, con tutte le vetture richiamate ai box. E' già polemica, intanto, per una manovra di Hamilton che frenando in regime di safety car avrebbe di fatto causato il quasi tamponamento da parte di Vettel. Dopo circa venti minuti di stop per pulire la pista dai detriti, è ripartito il Gran Premio. Nel corso del 30esimo giro invece si stacca una protezione dal casco di Hamilton, l'inglese resta in pista per ancora un paio di giri provando a sistemare con una mano il pezzo danneggiato ma alla fine è costretto ad andare ai box. Ne approfitta Sebastian Vettel che si porta al comando con la sua Ferrari. Proprio tedesco, però, è stato nel frattempo penalizzato con uno 'stop and go' di 10" che dovrà effettuare prima del termine della gara. Mossa che gli costerà la vittoria finita nelle mani di Ricciardo. Simone Novara

 

F1 - GP MONTECARLO: A TU PER TU CON SEB E KIMI

27.05.17

Domenica 28 maggio il Circus si sposterà sulle strade cittadine di Montecarlo, c’è grande attesa per questa Ferrari, che nelle prime cinque gare della stagione ha mostrato i denti, confermandosi l’unica forza in grado di mettere in difficoltà la Mercedes, forse quest’anno meno marziana rispetto agli anni scorsi. I due alfieri della Ferrari: Vettel e Raikkonen parlano della macchina e del loro feeling con la pista. <<Credo che abbiamo un buon pacchetto”, confessa Seb. “Tuttavia, la Mercedes sta facendo un ottimo lavoro e rimane la squadra da battere. Abbiamo avuto un buon inizio di stagione, ma non ci accontentiamo di essere dietro; ovviamente vogliamo stare davanti. Potremmo già aver vinto più gare, ma la stagione è ancora lunga. Abbiamo una buona macchina, per cui non sono preoccupato. Credo che abbiamo guadagnato i punti che meritiamo ma in alcune gare altri hanno fatto semplicemente un lavoro migliore. Ad ogni modo, cerchiamo sempre di fare del nostro meglio. A volte è più facile, altre volte più difficile, ma se rimaniamo uniti, allora è possibile. Sono contento di quello che abbiamo, ma vogliamo ancora migliorare>>. Anche Kimi fa un’analisi sul circuito monegasco: <<Mi piace questo circuito. Qui ho fatto delle belle gare e trascorso dei bei weekend. Non paragonerei questa pista ad altre. E’ una grande sfida e sono molte le cose da azzeccare perché tutto vada nel modo giusto. Quando la macchina va bene e tu hai una buona sensazione, allora è piacevole guidare qui: ma le cose possono prendere in fretta una brutta piega, e allora il tuo weekend diventa molto lungo… Dobbiamo fare molti i giri, avere un buon feeling con la macchina, e cercare di farla lavorare come vogliamo. Mi auguro che funzioni come in tutte le altre piste in cui siamo stati quest’anno>>.

 

Simone Novara

F1 - GP DI SPAGNA: HAMILTON RE DI SPAGNA, VETTEL INSEGUE

18.05.17

Ci siamo lasciati alle spalle il Gp di Spagna, diciamolo, con un leggero amaro in bocca. Grande Ferrari, come d’altronde ci ha abituato quest’anno. Però la voglia di vedere per la terza volta Vettel sul gradino più alto del podio, è stata tantissima. Partenza sprint per il tedesco della Ferrari, che partito secondo, passa senza problemi Hamilton. La gara è un costante inseguirsi fra i due. Gli altri piloti sembrano fare una gara assestante. Raikkonen esce di scena dopo la prima curva, Bottas, lo tocca, e a sua volta, in un effetto a catena, a rimetterci è anche la Red Bull di Verstappen costretta al ritiro. A metà gara anche Bottas è costretto ad alzare bandiera bianca, fuso il motore, ritiro che pesa nella lotta iridata. Il finlandese perde così punti preziosi. Resta in testa Vettel per gran parte di gara, poi Hamilton si fa sotto e il sorpasso ai danni del ferrarista si concretizza. Però Vettel non molla la presa, e si tiene sempre vicino. La Freccia d’Argento non può permettersi sbavature. Vince Hamilton, Vettel sale sul podio, secondo, e mantiene la testa del mondiale piloti. Ricciardo con la Red Bull, si ritrova terzo a ben 70 secondi dal vincitore, agevolato dai ritiri di Raikkonen e Bottas. Le pagelle: Vettel si merita un bel 9 e mezzo, grande partenza, grande ritmo, peccato che non abbia retto sino alla bandiera a scacchi. Hamilton 9: certo il vincitore della gara, Bottas lo aiuta in tutti i modi per riprendere Vettel, un grande campione, che quando non sbaglia è invincibile. Bottas 6.5: prima del ritiro gara assolutamente anonima per lui. Ricciardo 7: è il primo degli altri, va a podio con una Red Bull piuttosto carente, se avesse una macchina più competitiva potrebbe vedersela alla pari con i primi della classe, voci di mercato per lui che lo accostano alla Ferrari. Domenica 28 maggio si corre per le strade del Principato di Montecarlo. Spettacolo assicurato.

 

Simone Novara

F1 - GP DI RUSSIA: TRIONFA BOTTAS, MA LA FERRARI C'è

01.05.17

Gp di Russia che regala emozioni e tanto altro. Certo avremmo preferito vedere la Ferrari sul gradino più alto del podio, ma non possiamo lamentarci di quello che la Rossa ha fatto vedere in pista domenica. Partiamo dal sabato: prima fila tutta Ferrari, pole di Vettel e secondo posto per Raikkonen, una prima fila tutta Rossa, non capitava dal lotano 2008. Segnali più incoraggianti, dopo le vittorie di Vettel in Australia e in Bahrain. A Sochi le Frecce di Argento sono relegate in seconda fila. Terzo Bottas e Hamilton quarto. Allo start, buono lo scatto di Vettel, ma è bravo Bottas a sferniciarlo all'esterno. Bottas alla prima curva si trova in testa, Hamilton prova lo stesso, ma viene prontamente bloccato da Raikkonen. Il finlandese della Mercedes fa l'andatura, il tedesco della Ferrari riesce però a non farlo scappare. Chi è parso seriamente in difficoltà è stato Lewis Hamilton, ma entratoin gara veramente, quarto posto deludente per lui. Nessun quizzo, non riesce a passare Raikkonen e si vede costrette a lottare più con se stesso e quindi con la sua macchina piuttostoche con gli altri piloti. Un weekend di gara nero per il tre volte campione brittanico, che è apparso nervoso, e poco a suo agio con la vettura. A fine gara Hamilton ha dato colpa al set up della vettura e ad eccessvi surriscadamenti. Bottas invece va incontro alla sua prima vittoria in carriera. Negli ultimi giri, Vettel prova il tutto per tutto per andarlo a prendere, i due sono praticamente appaiati, Seb potrebbe aprire il DRS per effettuare il sorpasso, ma a rovinare tutto ci pensa Massa doppiato, che involtariamente ostacola Vettel. Primo trionfo quindi per Bottas, che in radio sfoga la sua gioia con un urlo liberatorio. Vettel superata la bandiera a scacchi, rivolge il dito medio all'indirizzo di Massa. Semplice enfasi da corsa. Vittoria sfumata, ma questa Ferrari è comunque promossa a pieni voti. Doppio podio, con Vettel secondo e Raikkonen terzo. Nella classifica piloti in testa rimane ben saldo Vettel, che allunga, portandosi a 13 lughezze da Hamilton. Bottas si fa sotto, agguantando il terzo posto nella classifica iridata,asoli 10 punti da Hamilton. Nella classifica costruttori conduce la Mercedes, con u solo punto di vantaggio sulla Ferrari. 136 a 135. Le pagelle: un dieci che ha il significato di un 30 e lode accademico, va certamente a Bottas, superlativo, ottimo doppio sorpasso in partenza, ritmo indiavolato, riesce a tenere dietro uno come Vettel. A Vetteldiamo un bell'otto, ottima pole, bruttina la partenza, seconda parte di gara eccezionale, Raikkonen sette: gara costante, terzo posto meritato.Hamilton 4: irriconoscibile per tutto il weekend. Tra due settimane tutti in Spagna, a Barcellona, per il quinto appuntamento della stagione. Ferrari favorita.

 

Simone Novara

F1 – SPECIALE FORMULA UNO: VETTEL TRIONFA A MELBOURNE

27.03.2017

L’Australia si tinge di rosso Ferrari. Primo Gp della stagione e Vettel ipoteca una vittoria che soltanto alla vigilia sarebbe stata impensabile. Durante le qualifiche la pole stellare di Lewis Hamilton aveva già fatto presagire ad un copione pressoché identico a quello degli anni scorsi. Eppure la prima fila (secondo posto) conquistata da Seb il sabato non poteva essere un semplice caso. La Ferrari ha battuto le Frecce d’Argento sulla pista. Si accendono i semafori ed Hamilton scatta bene, mantenendo il primo posto e cercando di scappare via. Bottas terzo resiste a Raikkonen, Verstappen della Red Bull fatta eccezione per un guizzo in partenza resta invisibile. Vettel però mantiene il contatto con Hamilton, non gli da tregua, lo pressa, lo tiene sotto tiro, non lo distanzia, l’inglese tre volte campione del mondo per contro non riesce a scappare. E poi la svolta decisiva. Hamilton viene chiamato ai box al 22esimo giro per montare un treno di gomme soft, mescola più dura, ideale per una strategia ad un solo pit; il tedesco della Ferrari resta in pista e macina giri, i tempi sul giro si equivalgono se non superano persino quelli della Mercedes, Hamilton finisce nel traffico, Verstappen è un muro che non riesce a sorpassare subito. Arriva il pit di Vettel, molto veloce, e quando rientra si ritrova davanti ad Hamilton. Sorpasso strategico. Al giro 24 l’alfiere della Ferrari è in testa alla corsa. I tentativi di Hamilton di avvicinarsi sono vani, Vettel aumenta il gap con il suo avversario, lo porta a 10 secondi; poi Hamilton lamenta del sovrasterzo e negli ultimi giri sarebbe stato superato anche dal compagno di scuderia Bottas con gomme più fresche, ma a quel punto arriva l’ordine di scuderia che congela le posizioni. Ferrari veloce, affidabile e aggressiva. La Mercedes non può nulla. Primo appuntamento della stagione e subito vittoria, un successo che mancava dal lontano settembre 2015, a Singapore. 43esima vittoria della carriera per Vettel. La Ferrari non si trovava in testa ad un mondiale dall’ottobre del 2012. Il 9 aprile il Circus si sposta in Cina, a Shangai, guai dare la Mercedes per spacciata, visto che resta la scuderia da battere.

ANALISI E PAGELLE

Vettel merita decisamente un 10: è tornato il Sebastian che tutti conosciamo, stratega, veloce, tenace, irresistibile. Un martello. Hamilton 7: uno come lui può fare decisamente di più, strategia sbagliata, forse ha inciso anche il traffico, ma sotto pressione questo pilota dimostra di perdere la lucidità, Nico Rosberg docet. Bottas 6.5: un esordio tra luci e ombre. Si qualifica terzo e difende la terza posizione rischiando pochissimo. Ha fatto il compitino non di più. Un debutto con la macchina campione del mondo senza grandi guizzi. Inoltre accettare di buon grado l’ordine di scuderia, fa rimpiangere non poco Rosberg. Attenzione alla sindrome da gregario che aleggia. Raikkonen 6: mai in grado di impensierire i primi tre, si toglie la soddisfazione di fare il giro più veloce della gara. Se la Ferrari già dalle prossime gare confermerà questa straordinaria competitività dovrebbe dare una mano più concreta a Vettel. Verstappen 5.5: la macchina non c’è, la nuova Red Bull non è nata sotto il miglior auspicio, tanto che per non rischiare i tecnici hanno montato sulle vetture di Max e Daniel Ricciardo la power unit 2016, perché l’ultima ha mostrato scarsa affidabilità. Ricciardo: problemi tecnici per tutto il weekend, con tanto di ritiro, inclassificabile. Giovinazzi 8: il pilota italiano chiamato a sostituire Whrlein impressiona positivamente con la piccola Sauber, grazie ad un convincente 12esimo posto. Haas, Renault e Mclaren Honda voto 3: deludono clamorosamente per la scarsa affidabilità delle monoposto, piloti impotenti e incolpevoli. Massa 6.5: il pilota della Williams termina sesto, non male per un “vecchietto” come lui. Force India 7: Perez e Ocon vanno entrambi a punti, il messicano chiude settimo, il giovane Ocon decimo. Toro Rosso 6.5: Saiz e Kvyat rispettivamente ottavo e nono, entrambi a punti, più di così non si poteva fare.

 

 

A cura di Simone Novara

 

 

FORMULA 1 -Test di Barcellona: La Ferrari c’è

03.03.2017

Da lunedì a giovedì abbiamo assistito alla prima quattro giorni di test, nel circuito di Barcellona. Sessioni importanti per le scuderie di F1 per testare le nuove monoposto nate dalla rivoluzione 2017. Facendo un bilancio complessivo, la vettura che ha stupito di più in pista è stata, senz’altro, la Ferrari, cattiva, consistente, ma soprattutto veloce. A giorni alterni con Vettel e Raikkonen, la nuova macchina progettata a Maranello, si è dimostrata all’altezza delle aspettative. Nessun problema tecnico, veloce, buon ritmo, efficace quando si cerca la prestazione, affidabile quando si sono provate le simulazioni gara. Ferrari quindi promossa, almeno per adesso, sappiamo che i valori in pista, da qui al 26 marzo, possono cambiare. Nella quarta e ultima giornata di giovedì su pista asciutta a segnare il primo tempo è stato proprio Kimi. La Red Bull fatica a trovare la giusta performance, a causa di alcuni problemi agli scarichi. Non sono mancati quindi i problemi in casa Red Bull. La scuderia anglo-austriaca giovedì ha pagato ben 9 decimi rispetto alla Ferrari, a parità di mescola. Qualcosa vorrà pur dire. Nell’ultima giornata di test, i marziani della Mercedes sono finalmente tornati sulla terra. A causa di un problema elettrico Hamilton salta la mattinata di prove, Bottas gira nel pomeriggio ma è ben lungi dalle posizioni di vertice, solo 68 in giri completati. Si è ben comportata invece la Renault, che con Palmer si piazza al terzo posto subito dietro a Raikkonen e Verstappen. Il passo avanti della casa francese sembra decisivo. La Mclaren Honda continua il suo calvario con problemi tecnici di ogni sorta, e sembra destinata a vivere un’altra stagione di passione. Bene la Sauber che piazza quinto l’italiano Giovinazzi. La Williams non ha girato complice l’incidente che il primo di Marzo ha avuto il giovane Stroll. Bene la Force India che con Ocon e Perez ha ottenuto dei buoni tempi. Discreta la casa americana Haas, che però continua ad accusare grosse lacune nel sistema frenante. La seconda tornata di test è in programma settimana prossima. Intanto Sebastian Vettel, alfiere del Cavallino, fa un’analisi completa di queste giornate “spagnole”: ««Ho girato due giorni, è presto per fare previsioni: ma la nuova Ferrari è affidabile. Guardiano i nostri tempi, guardiamo quello delle altre, e va bene ma è presto per capire quanto siamo forti e per fare previsioni. Le gomme durano di più, la macchina è diversa: sembra di guidare le monoposto di dieci anni fa. Ma dobbiamo lavorare tanto, per farci trovare pronti all'inizio del Mondiale».

Simone Novara

 

 

FORMULA UNO -Il calendario 2017

08.02.2017

Manca poco più di un mese e si alzerà il sipario sulla nuova stagione di F1. Intanto, mentre sono ormai prossimi i test invernali per testare le nuove vetture, che avranno luogo a Barcellona tra il 27 febbraio e il 2 marzo e una seconda sessione tra il 7 e il 10 marzo, ecco il calendario ufficiale della stagione 2017. Si parte dall’Australia, Melbourne, il 26 marzo, lo scorso anno qui vinse l’attuale campione del mondo: Nico Rosberg. Il 9 aprile si andrà in Cina, a Shangai, gara dove conta tanto la potenza della propria power unit, negli ultimi tre anni, su questo circuito, ha sempre vinto la Mercedes infatti. Il 16 aprile sarà la volta del Bahrain, anche questo tracciato dal 2014 è un feudo della Mercedes: negli ultimi tre anni hanno vinto due volte Hamilton, una Rosberg. Il 30 aprile il Circus si sposterà in Russia, a Sochi. Il 14 maggio breve passaggio in Europa, a Barcellona, qui lo scorso anno vinse il giovanissimo Verstappen, sulla Red Bull. Il 28 maggio spazio al circuito storico di Monte Carlo. Qui nel 2016 il podio fu composto da: Hamilton, Ricciardo, che andò molto vicino alla vittoria, e infine Perez con Force India. L’11 giugno si sbarca nell’altro continente, si va in Canada. Circuito da sempre prediletto per Lewis Hamilton, che ha vinto qui nel 2015 e nel 2016. Il 25 giugno sarà la volta del tracciato cittadino dell’Azerbaijan, per le stradine di Baku. Lo scorso anno vinse Rosberg, seguito dalla Ferrari di Vettel. Il 9 luglio tutti al Red Bull Ring, in Austria. Il 16 luglio è la volta di Silverstone, Inghilterra. Il 30 luglio ci si sposterà in Ungheria, all’Hungangoring. Nel mese di agosto pausa di quasi un mese per tornare a Spa, in Belgio, il 27 agosto. Il 3 settembre la formula uno sarà a Monza. Chiusa la stagione-estiva-europea tra settembre e ottobre partirà un trittico tutto asiatico con: il 17 settembre Malesia, il 1 ottobre Singapore, l’8 ottobre il Giappone. Poi ci si sposterà nelle americhe: il 22 ottobre Il Circuito delle Americhe di Austin, Texas, il 29 ottobre sarà la volta del Messico, il 12 novembre spazio ad Interlagos in Brasile, il 26 novembre si chiuderà la stagione ad Abu Dhabi . Simone Novara

 

 

FORMULA UNO: IL PUNTO SUL 2017

31.01.2017

La stagione di Formula Uno scatterà il prossimo 26 marzo; come da tradizione a Melbourne, in Australia. Tra un mese invece partiranno le prove per testare le nuove monoposto 12017. Facciamo un riepilogo tra vetture, mercato piloti e pronostici. Tanto per cominciare la squadra da battere resta sempre la Mercedes, che da ben 3 anni detiene sia il titolo costruttori che quello piloti (2 volte Hamilton 2014-2015. Una Rosberg nel 2016). Dopo l’annuncio del ritiro Rosberg da campione del mondo, la casa tedesca ha deciso di ingaggiare il pilota della Williams, il finlandese Bottas. Nel 2017 avremo un grosso cambiamento in materia di regolamento, design delle vetture, con gomme più larghe. Inoltre avremo macchine più veloci che andranno a prediligere l’aerodinamica oltre che alla potenza della power unit. Quasi sicuramente l’unica squadra che sarà in grado di impensierire la Mercedes sarà la Red Bull, che sembra aver ritrovato fiducia nella motorizzazione Renault. Inoltre per il progetto di quest’anno i “bibitari” ritrovano a tempo pieno Adrian Newey, progettista che si è detto soddisfatto della nuova sfida regolamentare. Per giunta la Red Bull può contare su due piloti di primo ordine come Ricciardo e il predestinato Verstappen. Nel 2016 soltanto la Red Bull è stata in grado di spezzare la lunga serie di vittorie della Mercedes, in Spagna con Verstappen, in Malesia con Ricciardo. E la Ferrari? Il 2016 della Ferrari è stato deludente e poco consistente. Ci si aspettava decisamente di più. Con l’addio di James Allison e l’entrata di Binotto c’è da chiedersi di chi è figlia la monoposto 2017. Ferrari che per il 2017 si affiderà sempre al quattro volte campione del mondo Vettel e al veterano Raikkonen. In casa Renault riconfermato Palmer, mentre ad essere stato ingaggiato è Hulkenberg dalla Force India. Force India che si schiera con Perez e il giovane Ocon. La Mclaren con motorizzazione Honda, dopo aver mandato in “pensione” Button, si affiderà ad Alonso e il promettente Vandoorne. La Haas, scuderia americana, ha preso dalla Renault Magnussen, mentre Grosjean è destinato a restare. La Wlliams vedrà il ritorno di Felipe Massa, insieme con il giovanissimo Stroll. La Toro Rosso continuerà con il figlio d’arte Saiz e il russo Kvyat. Chi vincerà questo campionato? Dipende dalla scuderia che meglio avrà saputo interpretare le nuove regole, certo la Merceds con Hamilton appaiono i favoriti numero uno. Anche Ricciardo e Verstappen non staranno di certo a guardare. Simone Novara

 

 

FORMULA UNO: BOTTAS SBARCA IN MERCEDES

19.01.2017

Dopo il ritiro di Nico Rosberg da campione del mondo ad inizio dicembre, la Mercedes iridata si è vista costretta a trovare un degno sostituto in grado di battagliare con Lewis Hamilton. La scelta, alla fine, è caduta, in maniera piuttosto prevedibile, su Valtteri Bottas, il finlandese della Williams. Decisione che ha lasciato non pochi addetti ai lavori alquanto perplessi. Il timore per molti, è che il 27enne di Nastola, quest’anno rischi di recitare soltanto la parte del gregario. Non sarà facile, certo, avere come compagno di scuderia uno come Hamilton: talento puro e cristallino, un vero campione che in pista non ti regala niente e questo Rosberg lo sapeva molto bene, tanto, forse, perché no, da condizionare il suo ritiro dalle corse, una volta raggiunto il suo obiettivo. La Mercedes non ha optato per un pilota di eccellenza come Alonso o Vettel, questo può essere visto come un favore ad Hamilton, che mai avrebbe voluto convivere con una prima guida. Toto Wolff, attualmente direttore esecutivo di Mercedes, ha preferito Bottas, in parte può aver inciso il fatto che l’austriaco è manager, da anni, del pilota, inoltre è risaputo che Wolff ha azioni importanti in Williams; non solo quest’ultimo alla stampa ha ammesso che la casa teutonica pagherà parte dell’ingaggio di Felipe Massa, che dopo l’annuncio del ritiro, tornerà a correre, richiamato proprio dalla Williams. La casa inglese inoltre ha avuto un forte sconto da parte della Mercedes sulla fornitura dei motori. Insomma un impasto fatto tutto in famiglia. Simone Novara

 

FORMULA UNO- Michael Schumacher: i suoi record

28.09.2016

La carriera di Michael Schumacher è iniziata all’età di quattro anni, alla guida di un kart sul circuito di Kerpen, che era gestito dal padre. Nel 1988 passò dai kart alle classi superiori e nel 1989 passò nel campionato tedesco di Formula Tre. Schumacher debuttò in Formula Uno nel 1991 come pilota della Jordan, sostituendo nel Gran Premio del Belgio Bertrand Gachot: dopo essersi qualificato settimo nelle prove, dovette ritirarsi in gara dopo cinquecento metri dalla partenza, per la rottura della frizione. La sua prestazione nelle qualifiche fu comunque notata e apprezzata da tutti nel mondo della Formula Uno e Flavio Briatore, all’epoca direttore della Benetton, gli offrì subito un contratto.

Il primo podio nella sua carriera in Formula Uno arrivò l’anno dopo, nel 1992 in Messico, quando era ormai il primo pilota della Benetton. Quell’anno ottenne la sua prima vittoria, nel Gran Premio del Belgio. La prima pole positionla fece invece nel 1994 nel Gran Premio di Montecarlo. Il 1994 fu anche l’anno del primo titolo mondiale, confermato anche nell’anno successivo. Nel 1996 ci fu il passaggio alla Ferrari, ma la macchina all’epoca non era tra le migliori: riuscì a vincere il primo titolo mondiale soltanto nel 2000. E la Ferrari non vinceva un titolo mondiale da 21 anni. Poi ne vinse altri quattro e tutti di fila. Poi, nel 2006 decise di ritirarsi dalle corse, anche se rimase alla Ferrari come consulente.

Già nel luglio del 2009 sembrava che Michael Schumacher dovesse ritornare in Formula Uno e sempre con la Ferrari, per sostituire Felipe Massa che dovette operarsi dopo un incidente. Ma non se ne fece nulla: nonostante gli allenamenti e le prove, Schumacher aveva forti dolori al collo, anche a causa del poco allenamento alle corse. L’anno dopo, Ross Brawn, che fu uno dei manager Ferrari negli anni in cui c’era Schumacher, gli propose un contratto per la Mercedes, che tornava nel mondo della Formula Uno dopo più di cinquant’anni. E Schumacher accettò la proposta. Ma i risultati fino a oggi sono stati diversi e minori rispetto a quanto fatto nella Benetton e nella Ferrari, anche a causa di una macchina poco competitiva rispetto alle altre: il primo anno arrivò nono in classifica e ottavo nel secondo. Ed è arrivato soltanto una volta sul podio (terzo, quest’anno, nel Gran Premio d’Europa di Valencia).

Michael Schumacher ha disputato più di 300 gare in Formula Uno ed è il pilota che ha vinto più titoli mondiali: sette, in diciannove campionati disputati. Due titoli mondiali, i primi, li ha vinti con la Benetton e gli altri cinque con la Ferrari. Oltre che per il numero di campionati vinti, Schumacher è anche il pilota ad aver vinto il maggior numero di Gran Premi, quello ad aver fatto più pole position di tutti (cioè che più volte è arrivato primo nelle qualifiche), quello che ha stabilito il maggior numero di migliori tempi in gara e quello ad aver realizzato il maggior numero di hat trick (cioè pole position, vittoria di gara e giro veloce nella stessa gara).

Schumacher ha vinto nella sua carriera in Formula Uno 91 gare e il maggior numero di titoli mondiali consecutivi (cinque, dal 2000 al 2004). Ha disputato il maggior numero di gare con una stessa scuderia (la Ferrari, 72 gare) e nel 2002 è riuscito ad arrivare sul podio in tutte le gare del campionato, vincendo il titolo con sei gare di anticipo (altro record). Nel 2004, quando era alla Ferrari, ha vinto 13 gare in un solo campionato, di cui sette consecutive.

Simone Novara

 

FORMULA UNO - Rosberg-Hamilton la sfida si accende

05.07.2016

Mercedes imprendibili e Ferrari sfortunata in Austria. Vince all'ultimo giro Lewis Hamilton, che trionfa dopo un sorpasso choc su Nico Rosberg e riapre il mondiale. Per la casa di Maranello la vittoria sfuma ancora una volta, anche se acciuffa un altro podio in extremis con Kimi Raikkonen. Ma è giallo sulla gomma di Sebastian Vettel esplosa al ventisettesimo giro. Incredulo l'ex campione del mondo: «La gomma è esplosa dal nulla, è successo tutto all'improvviso, senza nessuna avvisaglia. È un punto interrogativo perché sia esplosa così». «Forse aveva un taglio per un cordolo» azzarda Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari, che ammette un po’ sconsolato: «Certo, la sfortuna non ci vuole mollare». Deluso anche Raikkonen nonostante il terzo podio: «Non abbiamo fatto quello che potevamo e non abbiamo ottenuto quello che volevamo. Il podio non è male, è un po’ un regalo, ma non ci lamentiamo. Sono deluso perché avrei potuto anche conquistare il secondo posto, le bandiere gialle mi hanno rallentato». Il podio si è deciso all'ultimo giro con il contatto subito dopo il rettilineo tra Rosberg ed Hamilton. Il britannico, in rimonta, nel sorpasso dall'esterno ha chiuso un po’ la curva e ha toccato l'alettone anteriore del compagno di squadra. Con l'ala rotta il tedesco è stato costretto a rallentare. Hamilton si è involato così verso la sua terza vittoria stagionale, mentre anche Verstappen e Raikkonen sono riusciti a sorpassare Rosberg, che fallisce il tris piazzandosi, dopo le due vittorie precedenti, solo quarto. Il tedesco ha avuto un paio di ore dopo la fine della gara 10 secondi di penalità per la collisione con Hamilton, ma la classifica finale non è cambiata. Però il suo vantaggio su Hamilton si è ridotto a 11 punti. Mentre Raikkonen raggiunge Vettel a 96. È la prima volta quest'anno che Hamilton vince dalla pole, cui si è aggiunto anche il giro più veloce, molto vicino al record di Michael Schumacher. Al via il britannico è scattato subito in testa davanti a un ottimo Button, che poi arriverà sesto, e Raikkonen. Dietro Rosberg, partito sesto per la penalizzazione, si è presto riportato sui primi e dopo appena undici giri è stato il primo a fermarsi per il pit-stop per mettere le gomme soft, Hamilton ha proseguito in testa altri undici giri prima di fermarsi ai box. Al ventisettesimo giro è entrata la safety car dopo il ritiro di Vettel, via radio il tedesco si è scusato con il suo team. «Sorry, guys», ha detto dispiaciuto. La gara poi è ripresa con Rosberg davanti a tutti. Nemmeno un problema al deflettore l'ha frenato. Le Mercedes hanno poi fatto una seconda sosta: curiosamente i meccanici hanno scelto di montare le soft a Hamilton e le supersoft a Rosberg. Al sessantunesimo giro il tedesco è tornato di nuovo in testa superando Verstappen, poi infilato anche da Hamilton. Negli ultimi giri il duello è stato tutto in casa Mercedes, e per poco non finiva come in Spagna. «Ho approfittato di un errore di Nico - ha detto Hamilton - ma potrebbe anche aver avuto problemi ai freni. La safety car mi ha sfavorito, e con le soft non è stato semplice portarle a temperatura, ma poi ho spinto bene. Non ho mai mollato. Battaglie come queste sono l'essenza delle corse». Il duello con Rosberg riprenderà domenica a Silverstone, dove Hamilton corre in casa. Il mondiale è sempre più una questione tra loro due. Ma in Mercedes non è che facciano salti di gioia, nonostante la vittoria. La rivalità in gara fra Hamilton e Rosberg inizia a infastidire il box, a quanto pare. «È una situazione che non mi piace. Erano primo e secondo con molti punti per il team e molti che lavorano su queste auto», dice Toto Wolff, team manager della Mercedes commentando l’incidente all’ultimo giro, quando i due piloti si giocavano la vittoria. «In una situazione di freni molto caldi, con i freni ’morti’ non puoi fare questa seconda curva e poi abbiamo visto cosa è successo», aggiunge Wolff che poi incalza: «Mi sembra che in tutte le gare abbiamo una macchina che va bene, ma è una situazione tra i due piloti che non può continuare così». Il team manager, infine, esclude che quanto successo possa influire sul rinnovo del contratto di Rosberg con la Mercedes: «Il lavoro con il pilota è una cosa a lungo termine e quindi non guardiamo alla singola gara». Simone Novara

 

 

ALTRI SPORT - Ayrton Senna: un campione diventato leggenda

22.04.2016

41 gp vinti, 80 podi, 65 Pole, tre volte campione del mondo rispettivamente nel 1988, 1990, 1991. Quinto pilota in classifica per numero di vittorie, alle spalle di Schumacher (91), Prost (51), Hamilton (43), Vettel (42). Ayrton Senna è stato, da sempre, considerato uno dei piloti più forti di tutti i tempi. Nasce il 21 marzo 1960 nel distretto di Santana nella parte settentrionale di San Paolo. La sua più grande passione per tutto il periodo della giovinezza diventano proprio i go-kart; impara sia l'arte del meccanico che quella del pilota: molte sue vittorie adolescenziali sono dovute alla profonda conoscenza del suo kart. Ayrton fa il suo debutto in una gara ufficiale nel 1973 sulla pista di Interlagos: vittoria nella prima corsa. Corre con un casco giallo dipinto da Sid Mosca, inizialmente con una striscia verde alla quale poi aggiunge una banda blu, i colori della bandiera brasiliana, simbolo del suo paese e della sua gente. A soli 17 anni vince il suo primo titolo internazionale. Con 2 titoli di Ford 2000 in mano, Ayrton Senna ha solo 23 anni quando passa alla Formula 3. E' il 1983 il suo anno: nel campionato inglese stabilisce il record di dieci vittorie nelle prime dieci gare disputate, con nove pole position e restando al comando per 185 giri su 187 totali. Ayrton Senna era il quattordicesimo pilota brasiliano a entrare a far parte del prestigioso mondo della F1. Questo lo caricava di enormi responsabilità, il Brasile aveva già avuto due campioni del mondo, Piquet e Fittipaldi, e lui stesso si era costruito la fama di vincente ovunque. E' il 1984 e la sua macchina è una Toleman; è un anno di importanti esperienze e di qualche significativa soddisfazione: basti ricordare la splendida gara a Montecarlo sotto la pioggia dove arrivò addirittura a sfiorare la vittoria che, sarebbe senz'altro giunta se l'allora direttore di gara Jacky Ickx, non avesse interrotto la corsa proprio mentre Senna era nel mirino della McLaren di Prost. In quell'anno concluse il mondiale in nona posizione. L'anno successivo Senna passa alla Lotus-Renault, vettura senz'altro competitiva, ma non ancora a livello delle migliori, tuttavia in quell'anno arrivano le prime due vittorie nel mondiale, la prima sotto l'acqua dell'Estoril in Portogallo, la seconda a Spa in Belgio. Senna rimane alla Lotus fino al 1987 vincendo altre quattro gare (Spagna, Monaco e due volte negli USA) e classificandosi quarto nel nei mondiali 1985, 1986 e terzo nel 1987. Nel 1988 passa alla McLaren: Senna coglie 8 vittorie e il suo primo titolo mondiale in F1. Il 1989 è l'anno della grande battaglia con Alain Prost che sfocerà nell'incidente provocato dal pilota francese a Suzuka e che costerà ad Ayrton il titolo mondiale, tolto a tavolino per squalifica. Ayrton si rifà l'anno seguente: sempre a Suzuka avviene un incidente tra la Ferrari di Prost e la McLaren del brasiliano; questa volta il titolo va al brasiliano. Nel 1991 il suo rivale è Nigel Mansell ma è Ayrton Senna che a fine campionato scriverà per la terza volta il suo nome nell'albo d'oro. Il 1994 segna il passaggio di Ayrton alla Williams: Senna dispone di una monoposto superiore alla concorrenza, ma lo stesso pilota alle prime prove smentisce e sorprende tutti avvertendo di incontrare difficoltà nella gestione della nuova vettura. Alle prime tre gare Senna conquista la Pole Position, quasi a ribadire una superiorità indiscussa in qualifica, ma alla prima gara in Brasile finisce in testacoda; nella seconda ad Aida in Adelaide si ritira per un incidente alla partenza. La terza gara si corre ad Imola, nel GP di San Marino: tutto l'ambiente è già fortemente scosso dalla morte del pilota Roland Ratzenberger avvenuta il giorno precedente durante le prove. Al settimo giro, per la probabile rottura del piantone dello sterzo, Ayrton Senna esce di pista alla curva del Tamburello: lo schianto della sua Williams contro il muretto a 300 chilometri orari è terribile. Simone Novara

 

ALTRI SPORT - F1: Ferrari tra alti e bassi

18.04.2016

Dopo tre gran premi fin qui disputati, la Ferrari si vede già costretta ad inseguire le Frecce d'argento; chi sperava in una rimonta nel corso dell'inverno, per eliminare, finalmente, il gap con i campioni iridati della Mercedes, ha fatto male i suoi calcoli. La Ferrari, guardando, ovviamente, il bicchiere mezzo pieno, è migliorata sia sotto il profilo velocistico sia su quello della potenza motoristica. Salto di qualità però che non ha portato la vittoria tanto agognata né in Australia, né in Baharain né in Cina, a Shangai. Per contro sono arrivati tre podi: un terzo posto di Vettel a Melbourne, un secondo posto negli Emirati Arabi grazie ad uno strepitoso Raikkonen che ha tenuto dietro il tre volte iridato Lewis Hamilton, e un secondo posto sempre di Vettel in terra cinese. Resta il fatto che la scuderia tedesca specialmente in qualifica resta la squadra da battere. Il vero punto di forza della Rossa è il passo gara, elemento da cui si deve partire per una possibile rimonta e conseguente ritorno al vertice. Ma se pensiamo che Rosberg, domenica scorsa, alla sua terza vittoria consecutiva, ha dato 37 secondi abbondanti a Vettel, si capisce come a Maranello si debba ancora studiare tanto per superare definitivamente i tedeschi. Quello che fa tremare la scuderia italiana è sicuramente il fattore affidabilità. Due guasti in tre gare e tanti punti persi. Fa ben sperare il fatto che in Cina anche i marziani della Mercedes hanno faticato non poco. Specialmente con Hamilton settimo, dopo essere partito ultimo, a seguito ad un guasto tecnico della sua power unit. Se Hamilton non ha brillato in questa prima parte di stagione, non si può dire lo stesso di Rosberg, finora perfetto e imbattibile. Simone Novara

FORMULA 1 - Il Circus chiude il sipario con un altro monologo Mercedes

01.12.2015

Il Gp di Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione 2015, ha confermato lo strapotere Mercedes grazie ad un’impeccabile doppietta firmata Rosberg (primo) Hamilton (secondo). Con il mondiale piloti conquistato dal britannico Lewis Hamilton alla quart’ultima gara e messo al sicuro quello costruttori a Sochi, in Russia, la scuderia di Brackley ha vissuto la sua seconda stagione di grazia, a seguito dell’avvento dei motori ibridi. Un dominio incontrastato, quindi, che solo quest’anno parla di 12 doppiette, con 10 successi per Hamilton e 6 di Rosberg. Agli altri team non restano che le briciole. La Ferrari rilancia la sfida per il 2016. Il gap da colmare nei confronti dei “marziani” della Mercedes è ancora parecchio. A Maranello, questo inverno, serve un salto in avanti importante. Simone Novara

 

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