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LE ULTIME DELLA POLITICA ITALIANA


POLITICA -  DRAGHI PRIMO MINISTRO, 23 MINISTRI, FIDUCIA IN SENATO

 2021


La lotta alla pandemia è una "trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti". Comincia così il discorso del presidente del Consiglio Mario Draghi nell'aula del Senato, chiamata oggi a votare la fiducia al nuovo governo. Il premier parla per oltre 50 minuti, fa appello alla "responsabilità nazionale" e invoca lo "spirito repubblicano", invitando i partiti a mettere da parte la rivalità in nome della battaglia comune contro il Covid. "Questo è il terzo governo della legislatura. Non c'è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento". E conclude: "Oggi l'unità non è un opzione ma un dovere, guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l'amore per l'Italia".

Parole accolte da un lungo applauso e dal sostegno dei leader della maggioranza. "Ha dato una visione", commenta a caldo Matteo Renzi da Iv. E il dem Nicola Zingaretti su Twitter scrive: "L'Italia è in buone mani". Plausi anche da Matteo Salvini: "Da Draghi ottimo punto di partenza, la Lega c'è". E Berlusconi aggiunge: "Nel suo discorso ha delineato un'Italia in grado di rialzarsi e ripartire. Draghi è il comune denominatore tra forze politiche diverse". Resta, invece, all'opposizione di Fratelli d'Italia e su Twitter Giorgia Meloni ribadisce: "Dopo aver ascoltato l'intervento del premier confermiamo il nostro no alla fiducia a questo governo".


  Il discorso in sintesi

"ll primo pensiero che vorrei condividere -esordisce Draghi - riguarda la nostra responsabilità nazionale, il principale dovere a cui siamo chiamati tutti e io per primo". Ringrazia il suo predecessore, Giuseppe Conte (e a questo passaggio la destra rumoreggia con un "buu" di disapprovazione) e assicura che il suo esecutivo non è una risposta al fallimento della politica. "Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d'accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell'avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità". Per il presidente del Consiglio ora ci sarà una ricostruzione come avvenne nel Dopoguerra: "Il nostro impegno è per il rientro alla normalità dalla crisi economica". Ma stabilisce alcuni paletti: "L'euro è irreversibile" questo governo nasce "nel solco dell'Ue e dell'Alleanza atlantica". Poi aggiunge: "Senza l'Italia non c'è Europa ma fuori dall'Europa c'è meno Italia: dobbiamo essere più orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell'Unione europea". 


Descrive lo stato del Paese dopo un anno di pandemia, commettendo un piccolo lapsus sui ricoverati in terapia intensiva (dice 2 milioni invece di 2mila). "È calata di 2 anni l'aspettativa di vita. I nuovi poveri nel 2020 sono passati da 31 a 45%. La disoccupazione finora è stata selettiva su autonomi, giovani, donne". Tra le priorità per ripartire in primo luogo i vaccini: "La nostra prima sfida è ottenere il vaccino e distribuirlo rapidamente".  Poi la scuola: "Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". Quanto all'ambiente, Draghi cita Papa Francesco e insiste sul dovere di "lasciare un buon pianeta, non solo buona moneta. Ogni spreco oggi è un torto alle future generazioni". In tema di lavoro "bisogna proteggere tutti i lavoratori ma non tutte le attività devono ricevere pari sostegno". Chiede una vera parità di genere, insiste sulla riduzione del gap salariale fra uomini e donne e sull'incremento dei servizi di welfare. Quanto alle riforme urgenti richieste dal Recovery plan, la cui governance sarà incardinata al Mef, Draghi cita quella sugli investimenti pubblici, quella sul fisco e la lotta all'evasione, la riforma della pubblica amministrazione e della giustizia civile per aumentarne l'efficienza. Terminato il discorso partono gli applausi dell'aula. Draghi ha il microfono ancora aperto e si sente la domanda rivolta a Giancarlo Giorgetti al suo fianco: "Mi dite voi quando posso sedermi?".

I 23 ministri

Niente leader in squadra. Un mix di politici e tecnici compongono il nuovo governo, nominati ieri quando l'ex banchiere ha sciolto la riserva al Colle. Più politici, 15 (quattro del M5s, tre ciascuno per Pd, Fi e Lega, uno per Leu e Iv) che tecnici, otto in tutto. Nove le riconferme, tra cui il ministro della Sanità Roberto Speranza, quello degli Interni Luciana Lamorgese e quello degli Esteri Luigi Di Maio; poi 15 uomini e otto donne. Nasce il ministero della Transizione ecologica affidato al fisico Roberto Cingolani. La Lega, con Giorgetti, conquista il dicastero per lo Sviluppo economico. Un terzo le donne.


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