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Alcune regioni cambiano colore.

Lombardia e Piemonte arancioni.

Nuovo Dpcm il 3 dicembre

Negozi, sport: cosa può cambiare per Natale

DPCM DICEMBRE - CHIUDE LO SCI, COPRIFUOCO FINO A CAPODANNO

Covid 2020


Altro che allentamento delle restrizioni, il coprifuoco a Natale e Capodanno potrebbe essere anticipato alle 21. È questo l'orientamento del governo.

Entro il 3 dicembre dovrà essere emanato il nuovo Dpcm che andrà in vigore dal giorno successivo sulle regole anti-Covid e il governo inserirà norme ad hoc per la notte di Natale e quella di San Silvestro. Secondo la Stampa l'idea, con il placet del Cts, è di anticipare il coprifuoco alle 21. Ma restano possibili deroghe sulla messa della mezzanotte.


Negozi aperti fino alle 21 per evitare assembramenti e scaglionare quindi gli ingressi. I ristoranti restano chiusi dalle 18. Chiusi, invece, nelle zone arancione, a Natale e Santo Stefano. Lo spostamento tra regioni sarà possibile solo per i residenti nella regione che si vuole raggiungere. Sono alcune delle misure allo studio in vista di un unico nuovo dpcm, dal 4 dicembre, che dovrebbe valere anche per il periodo di Natale. L'orientamento del governo sulle norme anti-Covid è emerso nel lungo vertice tra il premier Conte e i capi delegazione. Altra ipotesi allo studio: possibili i trasferimenti transfrontalieri ma al rientro necessaria la quarantena.

Per le festività, però, dovrebbero essere individuate regole anti contagio specifiche: lo stop agli spostamenti tra Regioni gialle potrebbe valere non dal 4 dicembre ma a partire da un'altra data ancora da definire. L'obiettivo è limitare gli effetti di diffusione del contagio che potrebbe avere un eventuale esodo natalizio. Una discussione nell'esecutivo su date ed eventuali deroghe è ancora aperta. La riunione proseguirà domani affrontando anche altri temi tra cui la cabina di regia sul recovery fund.

Mentre si attendono le decisioni definitive che saranno adottate con il nuovo Dpcm per il Natale, il ministro della Salute Roberto Speranza sta per firmare una ordinanza che prevede il passaggio di Piemonte, Lombardia e Calabria da zone rosse ad arancioni, mentre Liguria e Sicilia diventano gialle. Lo stivale si colora dunque cosi: le regioni arancioni sono Calabria, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia, Friuli Venezia Giulia. Quelle gialle: Liguria, Sicilia, Sardegna, Lazio, Molise, Veneto, Provincia autonoma di Trento. Sono rosse: la Provincia autonoma di Bolzano, la Toscana, Abruzzo, Campania, Valle d'Aosta.



Alle cene di Natale ci sarà un numero massimo di persone a tavola? "Bisognerà limitarsi agli affetti più stretti - ha detto il ministro della Salute - I numeri li valuteremo, ne ragioneremo nelle prossime ore". Oggi ci sarà "una riunione anche su questo - ha spiegato - In Germania hanno scelto il numero 10, ma, al netto del singolo numero, il messaggio è quello di ridurre tutte le occasioni non necessarie in cui il contagio si può diffondere".

I numeri dei nuovi contagi e soprattutto "il dato più drammatico delle persone che perdono la vita", con altre 853 vittime registrate ieri, "sono i numeri di una epidemia ancora molto presente nel nostro Paese". "Ma c'è da dire che da qualche settimana vediamo un segnale che va nella direzione giusta, l'Rt si sta abbassando, due settimane fa era 1,7, poi 1,4 ora è 1,2 e sta scendendo: questo significa che le misure che abbiamo adottato iniziano a dare i loro effetti". Per questo, ha continuato il ministro, "dobbiamo continuare a insistere su questa strada perché la curva è piegabile e stiamo un po' alla volta piegandola ma bisogna insistere con la massima prudenza".

Altra questione, la richiesta di apertura degli impianti sciistici da parte delle Regioni alpine. "Io capisco che dietro ogni ambito economico, sociale, come anche quello" del turismo della neve "ci sono famiglie e persone che lavorano e che meritano il massimo rispetto, ma il punto non è solo la pista da sci; il punto è evitare le tantissime aggregazioni che possono svilupparsi e i tanti trasferimenti di persone che vanno in vacanza in quei posti" ha evidenziato Speranza a 'diMartedi'.

"Dobbiamo essere molto attenti - ha ammonito - e ricordare quello che è successo quest’estate, quando in tanti, nel nostro Paese, hanno pensato che la battaglia fosse vinta, hanno abbassato la guardia, e ci siamo ritrovati oggi con una situazione difficile da gestire. Allora attenzione - ha ribadito il ministro - non ripetiamo gli errori fatti in estate. Dobbiamo mantenere alto il livello di attenzione".

L'Austria si è detta contraria alla proposta avanzata dall'Italia di una chiusura degli impianti sciistici a livello europeo durante le vacanze di fine anno per evitare la diffusione del coronavirus.

Altro tema la riapertura delle scuole, con la didattica in presenza, che sarà tra i punti che verranno discussi  nella riunione tra il premier Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza. L'ipotesi più accreditata, spiegano fonti di governo, è che il giorno X, per riaprire le scuole superiori chiuse in tutta Italia ma anche le seconde e le terze medie nelle Regioni arancione, sia il 9 dicembre, ovvero il mercoledì successivo al ponte dell'Immacolata. E' lo stesso premier, a spiegare che il governo è al lavoro per riaprire le scuole nel mese di dicembre. Decisivi saranno anche i nuovi dati attesi. Sarebbero soprattutto M5S, con la ministra Lucia Azzolina in testa, e Iv a premere per un rapido ritorno sui banchi.





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